01 • novembre • 2020

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Al Teatro Parioli si alza il sipario

Il Teatro Parioli Peppino De Filippo ha come marchio una maschera di Pulcinella come a voler testimoniare una precisa identità culturale e di appartenenza. Al grande attore e regista partenopeo il figlio Luigi dedica il nome del teatro restaurato che ha preso in gestione con un contratto d’affitto per sei anni rinnovabile.

Dopo 25 anni di diretta televisiva è ritornata l’atmosfera teatrale con le poltrone bordò per recuperare le forme originali del Parioli che riappare nello splendore dei suoi marmi autentici color ocra degli anni Quaranta e Cinquanta. Abbiamo scoperto che questo teatro aveva un’architettura storica e abbiamo voluto metterla in evidenza per farla apprezzare a tutti coloro che verranno a trovarci.” ci ha dichiarato orgoglioso e felice Luigi De Filippo il quale è succeduto nel giugno scorso al precedente direttore artistico del Parioli Maurizio Costanzo. “È un’avventura che mi impegna molto insieme a mia moglie Laura Tibaldi, un onere anche di natura finanziaria perché non ci ha aiutato nessuno, abbiamo fatto tutto solo con le nostre forze. Una grande responsabilità perché riaprire un teatro rivolto a tutta la cittadinanza è un impegno non da poco”. Dopo la serata inaugurale del 28 novembre nella quale De Filippo si è esibito in un recital dove attraverso aneddoti, poesie e racconti l’attore ha ricordato l’importanza della famiglia De Filippo nella cultura italiana, il teatro ha riaperto i battenti il 6 dicembre scorso con un evento internazionale il Soweto Gospel Choir che si è esibito nel concerto African Grace presentato da Consulenze teatrali. De Filippo dunque raccoglie la sfida alzando il sipario nella sua città d’adozione in un luogo che ha rischiato di scomparire per sempre per fare posto all’ennesimo supermercato o garage sotterraneo. Una bella notizia che premia il coraggio di un attore che vanta ben 60 anni di onorata carriera come interprete e regista teatrale. “Festeggio I miei 60 anni di recitazione riaprendo questo teatro e dedicandolo alla memoria di mio padre che è stato quel grande artista che tutti hanno conosciuto. A teatro con le sue belle e divertenti commedie, al cinema con Totò e anche in televisione, non solo portando in scena tante commedie ma creando quel personaggio così popolare chiamato Pappagone, che ha catalizzato l’interesse e il divertimento di tutta l’Italia televisiva negli anni Settanta. Sono nato a Napoli ma mi sono trasferito a Roma proprio nel quartiere Parioli negli anni Quaranta da piccolo, avevo 10 anni. Tutti i De Filippo si trasferirono a Roma negli anni della II Guerra Mondiale, perché il lavoro dei miei familiari era nella capitale, soprattutto a Cinecittà e nei teatri romani. Dopo Napoli, Roma ci è rimasta nel cuore. Qui abbiamo vissuto per tanti anni, qui abbiamo lottato, amato, gioito e abbiamo ottenuto un grande successo recitando nei teatri più celebri dell’Urbe: Quirino, Eliseo, il Valle. A Roma c’è un pubblico che da sempre segue con simpatia il teatro napoletano, perché sa che in questo teatro c’è fantasia, intelligenza, creatività e divertimento. Vivo da anni tra Roma e Napoli. Non ho mai abbandonato la mia città natale, lì ci sono le mie radici, c’è l’ispirazione che ha dato a noi De Filippo per tante belle commedie”.

Prosegue Luigi De Filippo: “Desidero fare di questo teatro un Centro culturale teatrale napoletano. Vorrei realizzare un teatro semistabile napoletano offrendo al pubblico romano le più divertenti e rappresentative opere del teatro napoletano (commedie di mio nonno Eduardo Scarpetta, di mio padre Peppino e mie) e quelle dei suoi autori contemporanei, oltre a produzioni della scena nazionale di teatro, operetta, balletto e musica. Il cartellone 2011/2012 ricco e variegato presenta 13 titoli che certamente piaceranno. Si va dalla commedia all’operetta, dal balletto al cabaret, ci sarà un po’ di tutto”. Il primo spettacolo di prosa è Napoli chi resta e chi parte spettacolo tratto da Caffè di notte e di giorno e Scalo marittimo di Raffaele Viviani con Sal Da Vinci, regia di Armando Pugliese. La stagione proseguirà con Il burbero benefico di Carlo Goldoni con Mariano Rigillo e Anna Teresa Rossini regia di Matteo Tarasco, Appuntamento a Londra di Vargas Llosa con Pamela Villoresi e David Sebasti regia di Maurizio Panici, Che ora è adattamento teatrale di Paola e Silvia Scola del film omonimo di Ettore Scola regia di Pino Quartullo. A fine febbraio andrà in scena Il giorno della civetta di Leonardo Sciascia con Sebastiano Somma e Orso Maria Guerrini nell’adattamento teatrale di Gaetano Aronica, regia di Fabrizio Catalano, si proseguirà con A qualcuno piace carta di Ennio Marchetto e Sosthen Hennekam, con Ennio Marchetto, Non ce ne importa niente con testi di Giorgio Bozzo e regia di Max Croci con le Sorelle Marinetti e Stasera non escort di e con Margherita Antonelli regia di Marco Rampoldi.

Non mancheranno serate di operetta con La vedova allegra libretto di Victor Lèon e Leo Stein musica di Franz Lehar, e Il paese dei campanelli di Carlo Lombardi e Virgilio Ranzato, entrambi con l’adattamento e la regia di Corrado Abbati. Il balletto è affidato a Cenerentola coreografia di Giorgio Madia su musiche di Gioacchino Rossini. Il finale della stagione teatrale sarà tutto di Luigi De Filippo con Storia strana su una terrazza napoletana pièce da lui scritta, diretta e interpretata, uno spettacolo già portato in scena per la prima volta al Parioli nel 1973 quando Luigi De Filippo recitava con il padre Peppino “uno dei più grandi attori comici del Novecento” prima di fondare la sua compagnia e seguire la propria strada. “Una commedia molto divertente che rappresenterò nel maggio del 2012. Per tutte le prossime feste di Natale (dal 26 dicembre al 15 gennaio 2012) sarò al Teatro Ambra Jovinelli con A che servono questi quattrini? storica commedia di Armando Curcio nella riduzione di Peppino De Filippo. Era un impegno che avevo preso già da qualche tempo e che non ho potuto disattendere”.

Una gigantografia che ritrae i tre fratelli Eduardo, Titina e Peppino De Filippo con Luigi Pirandello si trova sopra al botteghino di fronte all’ingresso del teatro a suggellare il rapporto vitale di questa grande dinastia di attori con il teatro. “Una foto storica del 1936 che segna un traguardo importante nella storia artistica dei De Filippo quando incontrarono Pirandello che era andato a teatro a vedere questi giovani fratelli di cui tanto si parlava. Il premio Nobel innamoratosi del loro modo di recitare stabilì con loro una bella collaborazione artistica. Infatti, i De Filippo hanno recitato Liolà e Il berretto a sonagli del drammaturgo siciliano. Pirandello era un grande ammiratore dei De Filippo, la loro collaborazione artistica avrebbe potuto continuare negli anni a seguire se Pirandello purtroppo non fosse poi morto quasi improvvisamente”. Una bellissima immagine in bianco e nero “che eccezionalmente unisce tante belle intelligenze in una foto sola” splendido viatico per un teatro da sempre uno dei luoghi storici della cultura capitolina.

14 Dicembre 2011  •   Davide   •   0
 
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