22 • ottobre • 2020

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Paolo Gentilini

L’origine dell’azienda risale al 1890 quando Pietro Gentilini, bolognese di nascita, trasferitosi a Roma, prende in gestione il negozio di alimentari degli zii in Via Manin. E’ qui che inizia la sua passione per prodotti da forno ed in poco tempo “i biscotti caldi del Gentilini” ottengono un grandissimo successo. E’ così che Pietro riesce ad aprire, in un primo momento una serie di negozi a marchio (un franchising ante litteram) poi, nel 1906, la fabbrica in Via Alessandria, che sarà trasferita nel 1958 nell’attuale sede in Via Tiburtina.

L’azienda, rimasta a conduzione familiare, è oggi capitanata da Paolo Gentilini, nipote del fondatore e vanta un ricco assortimento di prodotti: Osvego, Novellini e le fette biscottate, realizzate ancora con le ricette originali; così come i biscotti da tè, i Vittorio e le Margherite (ideati per la famiglia Savoia di cui l’azienda era fornitrice), i Tripolini e i Brasil, i frollini come le Favole e le Nuvole, i lievitati da ricorrenza come il Panettone e la Delizia Romana (o dolce di Pasqua), fino ai più moderni Wafer.

Caratteristiche sono anche le bellissime scatole litografate, ideate fin dai primi anni del Novecento, come preziose confezioni regalo per i biscotti e poi riutilizzate come scatole dei ricordi. Scrigni dove le nostre nonne custodivano foto in bianco e nero, cimeli di famiglia ma anche aghi e rocchetti per cucire.

Dal 1890 ad oggi, il trenino a vapore fatto di biscotti, l’originale logo dell’azienda, ne ha fatta di strada portando i prodotti di questa prelibata officina del gusto un po’ ovunque: New York, Miami, Shangai, Tokio, solo per citare alcune delle grandi città nel mondo in cui Gentilini oggi distribuisce.

Ogni giorno in via Tiburtina vengono preparati e confezionati circa 48mila pacchetti dei mitici Osvego, 24mila confezioni di fette biscottate, ed impastati 185.000 Novellini.

Un’azienda che fa del proprio lavoro un’arte attraverso ingredienti naturali e genuini. La storica fabbrica Gentilini ha meritato nel 2010 l’onore di un francobollo per celebrare il suo essere “Made in Italy”, da sempre sinonimo di eccellenza; un piccolo grande riconoscimento che sicuramente avrebbe fatto piacere a Pietro Gentilini, uomo dalla mentalità innovatrice e anticipatrice.

 

Dottor Paolo Gentilini, dalla natia Vergato in provincia di Bologna qual è stata la spinta iniziale che ha condotto nonno Pietro a Roma alla fine del XIX Secolo?

Dobbiamo tornare molto indietro nel tempo, quando, nella seconda metà dell’Ottocento, iniziarono i flussi migratori degli italiani in cerca di fortuna nelle Americhe. Anche mio nonno s’imbarcò per il Sudamerica e qui vi restò alcuni anni svolgendo diversi lavori per guadagnarsi da vivere. Al rientro in Italia, grazie all’aiuto di due zii romani, si trasferì nella capitale dove iniziò a gestire un negozio alimentare.

 

Oltre centoventi anni di storia e successi sono tanti. Qual è la ricetta vincente del costante apprezzamento delle vostre specialità da parte dei consumatori?

Curiamo con grande attenzione la realizzazione dei nostri prodotti. I nostro segreti sono l’utilizzo di ricette antiche e pregiate, la selezione di materie prime eccellenti, la perfetta armonia tra dosaggi e lavorazione e minuziosi controlli lungo l’intera filiera produttiva. Inoltre, nonostante la presenza di macchinari all’avanguardia, nel nostro stabilimento il fattore umano rimane dominante, basti pensare che vi lavorano oltre 70 dipendenti. E’ impensabile, infatti, ottenere un prodotto di pari fragranza, gusto e friabilità senza l’effettivo apporto delle nostre maestranze.

Possiamo dire che la storia della fabbrica è andata di pari passo con la storia del nostro Paese? Certamente sì. 120 anni di storia italiana sono passati anche da noi. Le posso dire ad esempio che mio nonno riforniva di biscotti la Reale Casa Savoia, oppure che la fabbrica ha resistito a ben due guerre mondiali…

Le racconto un episodio su tutti: durante la II Guerra Mondiale, alle soglie della liberazione di Roma, la fabbrica fu occupata dagli alleati i quali ci rifornivano di materie prime per continuare a produrre, in cambio della preparazione di ice-cream americano.

 

Anche i biscotti Gentilini hanno festeggiato i 150 anni dell’Unità d’Italia. Desidera spiegarci in quale modo?

Abbiamo voluto festeggiare quest’importante anniversario nel modo che ci riesce meglio, dedicando al 150° anniversario dell’Unità d’Italia una biscottiera chiamata per l’occasione “Tricolore”. La scatola, che contiene i buonissimi Brasil al cacao e le Margherite al profumo di agrumi, è un cofanetto rivestito interamente con la bandiera italiana, simbolo per eccellenza dell’unità e identità nazionale.  Per darle ufficialità abbiamo voluto che sul coperchio fosse impresso il logo ufficiale del 150° anniversario dell’Unità d’Italia, gentilmente concessoci dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Gli studenti delle scuole elementari e medie che visitano il vostro stabilimento produttivo che cosa possono trovare?

I ragazzi sono accolti all’interno della Sala Ettore; qui spieghiamo loro il processo produttivo dei biscotti e delle fette biscottate. Poi si va in fabbrica a vederlo dal vivo. Al rientro diamo spazio alle domande, mostriamo loro un cartoon incentrato sulle buone abitudini alimentari, soprattutto a colazione, realizzato con l’obiettivo di dare ai giovani una maggiore consapevolezza nella scelta di alimenti di qualità. Segue poi la visita al nostro museo con tanto di percorso illustrato sulla storia dell’Azienda fino ad arrivare al momento più atteso: biscotti e fette biscottate caldi per tutti! I ragazzi tornano a casa entusiasti!

Ci tolga una curiosità: com’è iniziato il Suo apprendistato in fabbrica?

Non le nego che ho fatto tanta gavetta e quando ho iniziato a lavorare ero giovanissimo. Sin dal primo anno di Università studiavo e lavoravo contemporaneamente in azienda che allora era guidata da mio padre Ettore. Negli anni ho svolto molte mansioni, come l’inserimento degli ordini o le trattative coi fornitori di materie prime. Ho provato in prima persona il lavoro che ogni giorno si svolge in azienda e questo mi ha aiutato moltissimo a capire come gestirla al meglio.

Quale esponente della terza generazione della famiglia che cosa vede nel futuro dell’azienda? Stiamo lavorando per far diventare la Gentilini un’azienda leader nel mercato dei biscotti e delle fette biscottate a livello nazionale. Altro obiettivo fondamentale per noi è quello di incrementare le esportazioni all’estero, un mercato in cui crediamo fortemente e iniziamo ad avere i primi risultati con dei riscontri molto positivi.

 

a cura di Alessandra Stoppini

Paolo Gentilini, nipote del fondatore della celeberrima azienda di biscotti, guida oggi l’azienda che ha come obiettivo lo sviluppo del proprio mercato internazionale.

Tra le industrie di eccellenza la Biscotti P. Gentilini è una delle più antiche e ricche di tradizione. Lo sanno bene i fedeli consumatori degli storici biscotti e di fette biscottate che da oltre 120 anni li scelgono perché conquistati dal sapore e dal profumo davvero unici. E lo stesso profumo si diffonde orgoglioso dalla fabbrica di Via Tiburtina, rendendola un’oasi felice nel traffico intenso di questa strada.

L’origine dell’azienda risale al 1890 quando Pietro Gentilini, bolognese di nascita, trasferitosi a Roma, prende in gestione il negozio di alimentari degli zii in Via Manin. E’ qui che inizia la sua passione per prodotti da forno ed in poco tempo “i biscotti caldi del Gentilini” ottengono un grandissimo successo. E’ così che Pietro riesce ad aprire, in un primo momento una serie di negozi a marchio (un franchising ante litteram) poi, nel 1906, la fabbrica in Via Alessandria, che sarà trasferita nel 1958 nell’attuale sede in Via Tiburtina.

L’azienda, rimasta a conduzione familiare, è oggi capitanata da Paolo Gentilini, nipote del fondatore e vanta un ricco assortimento di prodotti: Osvego, Novellini e le fette biscottate, realizzate ancora con le ricette originali; così come i biscotti da tè, i Vittorio e le Margherite (ideati per la famiglia Savoia di cui l’azienda era fornitrice), i Tripolini e i Brasil, i frollini come le Favole e le Nuvole, i lievitati da ricorrenza come il Panettone e la Delizia Romana (o dolce di Pasqua), fino ai più moderni Wafer.

Caratteristiche sono anche le bellissime scatole litografate, ideate fin dai primi anni del Novecento, come preziose confezioni regalo per i biscotti e poi riutilizzate come scatole dei ricordi. Scrigni dove le nostre nonne custodivano foto in bianco e nero, cimeli di famiglia ma anche aghi e rocchetti per cucire.

Dal 1890 ad oggi, il trenino a vapore fatto di biscotti, l’originale logo dell’azienda, ne ha fatta di strada portando i prodotti di questa prelibata officina del gusto un po’ ovunque: New York, Miami, Shangai, Tokio, solo per citare alcune delle grandi città nel mondo in cui Gentilini oggi distribuisce.

Ogni giorno in via Tiburtina vengono preparati e confezionati circa 48mila pacchetti dei mitici Osvego, 24mila confezioni di fette biscottate, ed impastati 185.000 Novellini.

Un’azienda che fa del proprio lavoro un’arte attraverso ingredienti naturali e genuini. La storica fabbrica Gentilini ha meritato nel 2010 l’onore di un francobollo per celebrare il suo essere “Made in Italy”, da sempre sinonimo di eccellenza; un piccolo grande riconoscimento che sicuramente avrebbe fatto piacere a Pietro Gentilini, uomo dalla mentalità innovatrice e anticipatrice.

Dottor Paolo Gentilini, dalla natia Vergato in provincia di Bologna qual è stata la spinta iniziale che ha condotto nonno Pietro a Roma alla fine del XIX Secolo?

Dobbiamo tornare molto indietro nel tempo, quando, nella seconda metà dell’Ottocento, iniziarono i flussi migratori degli italiani in cerca di fortuna nelle Americhe. Anche mio nonno s’imbarcò per il Sudamerica e qui vi restò alcuni anni svolgendo diversi lavori per guadagnarsi da vivere. Al rientro in Italia, grazie all’aiuto di due zii romani, si trasferì nella capitale dove iniziò a gestire un negozio alimentare.

Oltre centoventi anni di storia e successi sono tanti. Qual è la ricetta vincente del costante apprezzamento delle vostre specialità da parte dei consumatori?

Curiamo con grande attenzione la realizzazione dei nostri prodotti. I nostro segreti sono l’utilizzo di ricette antiche e pregiate, la selezione di materie prime eccellenti, la perfetta armonia tra dosaggi e lavorazione e minuziosi controlli lungo l’intera filiera produttiva. Inoltre, nonostante la presenza di macchinari all’avanguardia, nel nostro stabilimento il fattore umano rimane dominante, basti pensare che vi lavorano oltre 70 dipendenti. E’ impensabile, infatti, ottenere un prodotto di pari fragranza, gusto e friabilità senza l’effettivo apporto delle nostre maestranze.

Possiamo dire che la storia della fabbrica è andata di pari passo con la storia del nostro Paese? Certamente sì. 120 anni di storia italiana sono passati anche da noi. Le posso dire ad esempio che mio nonno riforniva di biscotti la Reale Casa Savoia, oppure che la fabbrica ha resistito a ben due guerre mondiali…

Le racconto un episodio su tutti: durante la II Guerra Mondiale, alle soglie della liberazione di Roma, la fabbrica fu occupata dagli alleati i quali ci rifornivano di materie prime per continuare a produrre, in cambio della preparazione di ice-cream americano.

Anche i biscotti Gentilini hanno festeggiato i 150 anni dell’Unità d’Italia. Desidera spiegarci in quale modo?

Abbiamo voluto festeggiare quest’importante anniversario nel modo che ci riesce meglio, dedicando al 150° anniversario dell’Unità d’Italia una biscottiera chiamata per l’occasione “Tricolore”. La scatola, che contiene i buonissimi Brasil al cacao e le Margherite al profumo di agrumi, è un cofanetto rivestito interamente con la bandiera italiana, simbolo per eccellenza dell’unità e identità nazionale. Per darle ufficialità abbiamo voluto che sul coperchio fosse impresso il logo ufficiale del 150° anniversario dell’Unità d’Italia, gentilmente concessoci dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Gli studenti delle scuole elementari e medie che visitano il vostro stabilimento produttivo che cosa possono trovare?

I ragazzi sono accolti all’interno della Sala Ettore; qui spieghiamo loro il processo produttivo dei biscotti e delle fette biscottate. Poi si va in fabbrica a vederlo dal vivo. Al rientro diamo spazio alle domande, mostriamo loro un cartoon incentrato sulle buone abitudini alimentari, soprattutto a colazione, realizzato con l’obiettivo di dare ai giovani una maggiore consapevolezza nella scelta di alimenti di qualità. Segue poi la visita al nostro museo con tanto di percorso illustrato sulla storia dell’Azienda fino ad arrivare al momento più atteso: biscotti e fette biscottate caldi per tutti! I ragazzi tornano a casa entusiasti!

Ci tolga una curiosità: com’è iniziato il Suo apprendistato in fabbrica?

Non le nego che ho fatto tanta gavetta e quando ho iniziato a lavorare ero giovanissimo. Sin dal primo anno di Università studiavo e lavoravo contemporaneamente in azienda che allora era guidata da mio padre Ettore. Negli anni ho svolto molte mansioni, come l’inserimento degli ordini o le trattative coi fornitori di materie prime. Ho provato in prima persona il lavoro che ogni giorno si svolge in azienda e questo mi ha aiutato moltissimo a capire come gestirla al meglio.

Quale esponente della terza generazione della famiglia che cosa vede nel futuro dell’azienda? Stiamo lavorando per far diventare la Gentilini un’azienda leader nel mercato dei biscotti e delle fette biscottate a livello nazionale. Altro obiettivo fondamentale per noi è quello di incrementare le esportazioni all’estero, un mercato in cui crediamo fortemente e iniziamo ad avere i primi risultati con dei riscontri molto positivi.

Biscotti P. Gentilini

Via Tiburtina 1301 Roma www.biscottigentilini.it

di Alessandra Stoppini

19 Ottobre 2011  •   Davide   •   0
 
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