01 • novembre • 2020

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Cedolare Secca per gli affitti

 

 

Tale disciplina si inserisce nel contesto più ampio del “federalismo fiscale” che prevede la devoluzione ai Comuni, relativamente gli immobili ivi ubicati, delle seguenti imposte: la cedolare secca sulle locazioni; l’imposta di registro e di bollo sugli atti di trasferimento degli immobili; le imposte ipotecarie e catastali; l’Irpef derivante dai redditi fondiari; l’imposta di registro e di bollo sui contatti di locazione; i tributi speciali e le tasse ipotecarie.

Con la cedolare secca si sostituisce, mediante l’applicazione di un’imposta sostitutiva pari al 20 per cento sul canone lordo annuale di locazione, quanto dovuto a titolo di:

·   IRPEF;

·   Addizionali IRPEF (regionale e comunale);

·   Imposta di registro;

·   Imposta di bollo.

Si tratta di un sistema “alternativo” a quello tradizionale nel senso che qualora il contribuente lo ritenga più vantaggioso può continuare a calcolare le imposte cumulandole con gli altri redditi in sede di dichiarazione secondo il regime ordinario.

In merito all’applicabilità del nuovo sistema va specificato che:

  • la cedolare secca del 20 per cento può essere applicata  anche ai contratti di locazione per i quali non sussiste l’obbligo di registrazione;
  • non può essere applicato alle locazioni immobiliari effettuate nell’esercizio di arti o professioni o dell’impresa, né dagli enti non commerciali.
  • resta l’obbligo di presentare la dichiarazione dei redditi;
  • l’imposta sostitutiva va versata entro il termine per il versamento delle imposte sui redditi;
  • con un apposito provvedimento l’Agenzia delle Entrate stabilirà le modalità del versamento della cedolare secca a titolo di acconto e di saldo.

Per meglio inquadrare questo nuovo istituto, si supponga un contribuente dante causa in un contratto di locazione ad uso abitativo il cui canone annuale sia stato stabilito in Euro 100.000.

Nella disciplina ordinaria, tale canone si cumula con gli eventuali altri redditi percepiti a vario titolo scontando l’aliquota marginale Irpef determinata dal cumulo; unico sconto è rappresentato dalla deduzione forfetaria del 15% da applicarsi al reddito specifico, per cui a fronte di un canone complessivo di Euro 100.000, la parte imponibile ammonta ad Euro 85.000 (corrispondente all’85% di Euro 100.000).

Con il regime della cedolare secca, viene abolita la deduzione forfetaria ed il canone non concorre più insieme agli altri redditi alla determinazione del reddito complessivo, ma viene tassato autonomamente con un’imposta sostitutiva forfetaria ottenuta applicando al canone annuale totale l’aliquota del 20%. La cedolare secca sostituisce anche l’imposta di registro, normalmente pari al 2% del canone annuale di locazione, e le addizionali Irpef. Si espone qui di seguito una tabella con il calcolo di convenienza ed il raffronto tra i due regimi (importi in Euro):

Redditi derivanti da locazione di fabbricati abitativi e loro pertinenze

85.000,00

100.000,00

Base imponibile IRPEF/Cedolare Secca

85.000,00

100.000,00

Irpef/Cedolare Secca

29.720,00

20.000,00

Addizionale Regionale

765,00

Assorbite dalla cedolare secca

Addizionale Comunale

170,00

Imposta di registro su contratto

2.000,00

Totale Imposte

32.655,00

20.000,00

 

Box:

Entro il 10 dicembre, dovrebbe essere approvata la Legge di stabilità per il 2011. Tra i vari provvedimenti di carattere fiscale, spiccano la proroga fino al 31.12.2011 delle agevolazioni fiscali del 55% (da ripartire però in dieci anni, anziché negli attuali cinque) per gli interventi volti al risparmio energetico degli edifici, nonché la possibilità di applicare ai premi di produttività erogati ai dipendenti del settore privato l’imposta sostitutiva del 10% anziché le aliquote ordinarie dell’IRPEF e delle addizionali regionale e comunale.

 

 Antonia Coppola

9 Gennaio 2011  •   Davide   •   0
 
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