22 • ottobre • 2020

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disastri petroliferi

 

Dal 20 aprile ad oggi vani sono stati i tentativi di arginare questo fiume di petrolio in piena. Si calcola che la fuoriuscita sia pari a circa 800 mila litri di petrolio al giorno, compromettendo l’ecosistema delle zone interessate, peraltro ricchissime di flora e fauna.

Mentre iniziano le azioni legali, il Governo americano inasprisce la legge sui risarcimenti in caso di disastri ambientali; la BT potrebbe essere costretta a risarcire danni per oltre 10 miliardi di dollari, senza contare le perdite che la stessa compagnia sta subendo a causa di tale evento, non si può non ricordare come questo non sia purtroppo il primo disastro ambientale causato dal petrolio …

–          1967: la petroliera Torrey Canyon si arena davanti alle coste della Cornovaglia perdendo oltre 80.000 tonnellate di petrolio;

–          1978: la petroliera Amoco Cadiz a causa di una tempesta davanti alle coste francesi di Le Havre si incaglia sugli scogli riversando il suo carico di oltre 230.000 tonnellate di petrolio. Il disastro ambientale è enorme: muoiono milioni di molluschi e di ostriche con danni stimati in oltre 2 miliardi di dollari;

–          1979: esplode la piattaforma Ixtoc 1 a largo delle coste del Messico. Vengono riversate in mare quasi 1.500.000 di tonnellate di petrolio; i soccorsi impiegano quasi nove mesi per bloccare la fuoriuscita di greggio. Le conseguenze in termini di inquinamento non sono mai state univocamente determinate;

–          1991: oltre al disastro causato dalla petroliera Haven nel Golfo di Genova, durante la prima guerra del Golfo gli iracheni riversano nelle acque del Golfo Persico oltre un milione di tonnellate di petrolio (sono dati alle fiamme anche i pozzi di petrolio cosa che ha generato l’immissione nell’atmosfera di fumi e polveri ricadute su raccolti e su campi anche molto distanti dal Kuwait);

–          1999: la petroliera Erika riversa sulle coste francesi della Bretagna oltre 12.000 litri di greggio; anche in tale disastro muoiono migliaia di volatili e di pesci;

–          2001: la petroliera Jessica si incaglia al largo delle Isole Galapagos riversando in mare tutto il suo carico rappresentato da quasi un milione di litri di carburante;

–          1989, 1990 e 2001 vari incidenti occorsi a petroliere in Alaska con fuoriuscita in mare di migliaia di tonnellate di greggio.

Fino ad arrivare ai nostri giorni, con la piattaforma della BT a largo del Golfo del Messico … Di fronte a questa sintetica e sicuramente incompleta lista di disastri, la persona “comune” non può che domandarsi smarrita fino a quando la Terra potrà sopportare tali disastri ecologici reagendo e prevalendo nel medio-lungo termine su di essi.

Oggi come nel passato, non conforta, francamente, né l’ammontare dei risarcimenti imposti ai responsabili, nè la lontananza del Golfo del Messico rispetto al Mare Nostrum nella consapevolezza che siamo tutti abitanti dello stesso Pianeta …

 

A.C.… ma ecco che un nuovo disastro petrolifero generato da un guasto (le cui cause sono ancora da acclarare definitivamente) alla piattaforma petrolifera di proprietà della BT British Petroleum situata nel Golfo del Messico (le zone interessate sono il delta del Mississipi, le coste dell’Alabama e della Florida, le isole Chandelieur, le coste della Louisiana) rischia di comprometterne l’intero ecosistema.

 

21 Giugno 2010  •   Ponte Milvio Magazine Magazine  •   0
 
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