25 • gennaio • 2021

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Elogio della lentezza

L’ allenamento in questione consentiva di sviluppare una buona muscolatura ed eliminare il grasso in eccesso attraverso il movimento lento, tonificando  i muscoli e aumentandone  la massa così da eliminare la quota di grasso che li circonda.

 

Lo svolgimento degli esercizi impegna 20 minuti alla settimana, ed ogni movimento deve essere eseguito in 14 secondi, all’inizio sarà un po’ faticoso rispettare questa lentezza, è possibile però  iniziare con gradualità aumentando il numero delle ripetizioni volta per volta, ma senza mai accelerare il ritmo. Durante la fase di maggior sforzo, è necessario espirare, bisogna inspirare nella fase passiva (di ritorno) dell’esercizio.

Qualche anno fa invece ad opera di Frederick Hahn è nato lo Slow Burn : programma che si compone di 11 esercizi suddivisi per allenamento di distretti muscolari in modo da riuscire a sollecitare tutto il corpo.

Anche qui gli esercizi devono essere eseguiti con la massima lentezza non devono durare più di 90 secondi ciascuno ed in questo lasso di tempo si deve raggiungere una tale fatica da rendere quasi non proseguibile l’esercizio.

Non più di 30 minuti la settimana sono sufficienti a tenere allenati, ridare tono, allungare ed assicurare la combustione dei grassi in eccesso. Quando  costruisci massa magra, i muscoli bruciano più energia  e pertanto il metabolismo diventa più veloce e si perde massa grassa.

 

Il vantaggio dell’esercizio fatto a rilento con grande concentrazione è che permette di costruire massa magra due volte più velocemente rispetto al sollevare pesi in modo tradizionale e parecchio più velocemente che con sport di tipo aerobico.

Qui si parla quindi di lavoro anaerobico!!!

Per chi non lo sapesse , il lavoro anaerobico è di due tipi: anaerobico alattacido (in assenza di ossigeno senza produzione di acido lattico, utilizzato per sforzi di durata fino a 8 secondi), metabolismo anaerobico lattacido (in assenza di ossigeno e con produzione di acido lattico). Durante il lavoro anaerobico il 95% dell’energia utilizzata deriva dalla sintesi dei carboidrati.

Spingendo il corpo allo sforzo massimo  vengono sollecitate le fibre muscolari più grandi e più veloci : le prime bruciano grasso per funzionare, le ultime invece usano le riserve di glucosio per scattare in azione.
Per arrivare a fare questo, i muscoli bruciano grasso e continueranno a farlo anche quando si smette lo sforzo.

Non è necessario, quindi, fare slow burn oltre le due,  max tre volte a settimana.
Il lavoro vero viene svolto dopo l’esercizio, quando l’organismo ricostruisce le fibre muscolari: a riposo le prime modificazioni sono a livello metabolico, con la riduzione dell’insulinoresistenza e la stimolazione alla produzione di enzimi.

Ecco perchè lavorare sull’idea della lentezza.

 

Un po’ un uovo di Colombo, non stressare, respirare , invogliare chi odia passare ore in palestra, far dimagrire …

Molti di questi concetti non vi sembrano usciti pari pari dalla filosofia di ginnastiche olistiche , dal pilates, dal tai chi, dallo yoga?

Ebbene si!

Ed ecco a voi  ancora altri spunti … Lo SlowFit che unisce i benefici delle discipline orientali pro-relax con la moderna medicina dello sport e con il fitness (come Body Pump, stretching, aerobica, step) con il compito di  tonificare, bruciare calorie e rassodare.

 

Da ultimo Good Morning Slow Impact : la ginnastica del buongiorno, un mix di stretching, yoga, pilates e tai chi, combinati per risvegliare il corpo e fornirgli la giusta dose di energia di cui necessita per la giornata.

Sarà quindi ora di cominciare a pensare ad uno Slow Burn Pilates?

Che dite mi lancio?

 

di Claudia Rossoni – Certified Pilates Teacher

 

20 Giugno 2012  •   Davide   •   0
 
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