01 • novembre • 2020

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Federalismo municipale ed imposta di soggiorno

L’imposta di soggiorno può essere adottata da ciascun Comune italiano mediante apposita delibera ed è applicata a coloro che alloggiano nelle strutture ricettive ivi situate. Il decreto legislativo n.23 ha stabilito come tale imposta non possa essere superiore a 5 euro per ciascuna notte, sancendo altresì la potestà dell’ente locale di concedere esenzioni e riduzioni, nonchè di determinarne variamente l’importo effettivo (seppure nell’ambito del limite massimo dei 5 euro) e le modalità applicative.

L’ente locale dovrà differenziare l’imposta anche a seconda della categoria della struttura ricettiva, in base alla tipologia ed al pregio della struttura ricettiva.

Il turista che alloggia in una struttura ricettiva (albergo, bed & breakfast, campeggio, ecc.) ubicata in un Comune che ha deliberato l’introduzione dell’imposta di soggiorno la pagherà direttamente nel conto e sarà poi cura ed onere della detta struttura ricettiva effettuare i versamenti all’Erario.

Il Legislatore ha altresì imposto un vincolo di destinazione del gettito riveniente dalla riscossione dell’imposta di soggiorno, che dovrà essere dedicato al sostegno delle strutture ricettive, ad interventi di manutenzione, fruizione e recupero dei beni culturali ed ambientali locali, nonchè ai servizi pubblici locali, anche mediante l’eventuale riduzione o eliminazione di eventuali altre tasse gravanti sugli autobus turistici per la circolazione e la sosta nell’ambito del territorio comunale.

Corposo è il dibattito su questa nuova imposta: diverse associazioni di consumatori e molti operatori del settore hanno lamentato come, in un periodo di congiuntura sfavorevole come quello attuale, tale nuovo onere potrebbe scoraggiare ulteriormente il turismo nel nostro Paese. In realtà nel mondo vi sono molte città – quali ad esempio Parigi, Barcellona, Budapest, Amsterdam – che applicano da tempo l’imposta di soggiorno e non è provato che l’aggravio – che in taluni casi ammonta anche solo a pochi centesimi o ad 1 euro – possa effettivamente generare un fenomeno di dumping a favore di enti o altre città che non applicano tale imposta.

Staremo a vedere …. È troppo presto per poter trarre conclusioni …

 

di Antonia Coppola

 

21 Novembre 2011  •   Davide   •   0
 
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