22 • ottobre • 2020

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I dipinti di Granet a Villa Medici

La luce di Roma, ecco l’elemento dominante di questa delicata ed affascinante esposizione, dove sono presenti un centinaio di opere (oli su tela e acquerelli) dell’artista francese nato ad Aix-en-Provence nel 1775 e morto nel 1849.
La personale è divisa in quattro sezioni, dove vengono messe in evidenza tutte le caratteristiche della sua pittura: la luce, i colori, i panorami romani rosso fuoco e dorati di inizio Ottocento, gli improvvisi temporali estivi, la luce di un pomeriggio di fine estate, gli interni delle chiese di Roma, chiostri abbandonati e templi che fanno di Granet uno dei maggiori artisti dell’epoca romantica, celebrato dai contemporanei come pittore di storia e di tele ispirate alle vite degli artisti come ne “La morte di Poussin”. La Roma di Granet è una Roma bellissima e seducente che non esiste più e per questo ancora più preziosa. Egli dipinge ad olio su carta non luoghi celebrati ma intimi, meno conosciuti come quelli della campagna romana con gli occhi rivolti verso il cielo nella contemplazione delle sue infinite mutazioni.
Qui aveva scoperto il fascino della pittura all’aria aperta lontana dagli atelier. Nelle sale finali sono esposti gli acquerelli, per la prima volta usciti dall’atelier dell’artista, realizzati nel corso dei soggiorni a Parigi e a Versailles e nella sua casa nei pressi di Aix-en-Provence “La bastide de Malavat”. L’acquarello era una tecnica rara a quel tempo nell’arte francese e Granet la sperimenta volentieri sempre dipingendo en plen air, affascinando il visitatore che riscopre in un paesaggio silenzioso e senza figure con luminosità e trasparenze. Per questo possiamo definire Granet, uno dei maggiori esponenti dell’epoca romantica come Corot ma anche precursore della pittura moderna, come Cezanne anche lui amante della campagna di Aix-en-Provence. Nel suo soggiorno romano durato ventidue anni il pittore frequenta Villa Medici, da quattro anni sede dell’Accademia di Francia, e al ritratto esposto alla Mostra che gli fa Ingres nel 1807, allora pensionaire e successivamente direttore di Villa Medici dal 1835 al 1840, amico di tutta una vita, Granet, aggiunge allo sfondo il paesaggio di Villa Medici, come a voler dimostrare a tutti di appartenere a quella comunità di artisti che frequentava l’Académie.

Le tele che dipinse a Roma riguardano il paesaggio romano con le sue infinite variazioni di luce, scegliendo frammenti, scorci di luoghi, cogliendo lo spirito della Roma di allora, quella sotto il dominio di Bonaparte e quella della Restaurazione. Dunque ecco le rovine, il Colosseo e gli interni di chiese, per questo viene ricordato dalla critica come “le pientre des Capucins” simbolo di una religiosità spirituale ed ascetica che lo fece avvicinare agli scritti di Chateaubriant. È la Roma di Granet che dopo duecento anni ritorna nelle suggestive sale di Villa Medici in questa mostra, una delle prime sotto la guida del neo Direttore dell’Accademia di Francia Frédéric Mitterand qui insediatosi nel Settembre 2008. Granet visse un lungo periodo nella nostra città senza una posizione ufficiale.
Questa esposizione gli concede gli onori che si merita. Il pittore nel ritratto del suo amico Ingres ci osserva sorridente ed ironico con in mano un piccolo libro che lascia alla curiosità del visitatore intuire se racchiude in se appunti di viaggio oppure bozzetti di futuri dipinti.


di Alessandra Stoppini

15 Aprile 2010  •   Ponte Milvio Magazine Magazine  •   0
 
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