29 • ottobre • 2020

Breaking News:

Il libro del mese – Augustus. Un romanzo

 

“Allora” dicesti, “Non ci battiamo per la vittoria. Ci battiamo per le nostre vite”. È uno dei tanti brani di lettere, dispacci, memorie e frammenti di diario attribuiti ai protagonisti, da Giulio Cesare a Cleopatra, da Marco Antonio a Mecenate, da Agrippa a Cicerone che compongono questo romanzo storico – epistolare che rievoca l’ascesa, le battaglie, la vittoria e l’apogeo di Augustus (63 a. C. – 14 a. C.), il padre dell’Impero Romano.

Il volume pubblicato nel 1972 dalla Vicking Press, vincitore del National Book Award (1973 ex aequo con Chimera di John Barth) è uno tra i migliori romanzi storici mai scritti, uno di quei rari capolavori come Io, Claudio di Robert Graves e Memorie di Adriano di Marguerite Yourcenar, in grado di suggestionare e affascinare. Esamina un periodo storico studiato nei libri di scuola che l’autore, il romanziere, poeta e accademico statunitense John Edward Williams (Clarksville, 1922 – Fayetteville, 1994) rielabora con accuratezza donando spessore psicologico a ciascun personaggio, anche al meno conosciuto. La storia di Augusto non è raccontata dal diretto interessato ma da chi incrociò la propria vita con quella del Princeps iniziando dallo stesso Giulio Cesare, dal quale il giovane Gaio Ottaviano era stato designato erede.

Gaio Ottaviano ha appena diciotto anni quando apprende dell’assassinio del condottiero nelle Idi di marzo del 44 a. C. “Giuro a tutti voi e agli dei che, se è mio destino vivere, mi vendicherò degli assassini di mio zio, chiunque siano”.  Il futuro padre dell’Impero giunge in una Roma dilaniata dalle contese e dall’ambizione, nella quale non si riesce a distinguere il nemico o l’amico e “in cui l’immoralità è più ammirata della virtù e dove i principi sono stati asserviti agli egoismi”.  Sono scomparsi con la morte di Cesare (“ho conquistato il mondo ma non c’è una sola parte di esso che sia sicura”) gli ideali che avevano fatto grande l’epoca repubblicana mentre sul Senato regnano indisturbati la corruzione e il caos.

Se è vero, come una volta ha confidato Cesare a Gaio Ottaviano che “troppa cautela può portare alla morte almeno quanto un eccesso di temerarietà”, il non ancora ventenne pronipote di Cesare ora deve guardarsi le spalle, capire di chi fidarsi. “Chiunque ritorni con me, lega le sue fortune alle mie. Non esistono altre alternative e non è possibile tornare indietro. Inoltre non posso promettervi nulla, tranne quella che sarà la mia sorte”. Sarà una battaglia navale, quella di Azio (31 a. C.) combattuta e vinta nei confronti di Marco Antonio e della “prostituta egiziana” Cleopatra che traghetterà un popolo, quello romano, e il suo condottiero verso il suo destino. L’uomo più potente di Roma e del mondo dagli occhi dell’azzurro più stupefacente viene disvelato da delle moltitudini di voci, tra le quali l’anziana governante Irzia, che lo chiamava Tavio, la figlia Giulia “… mia madre è quella Scribonia il cui fratello fu suocero di Sesto Pompeo, il pirata distrutto da mio padre, per la salvezza di Roma dopo la mia nascita… ”, e da Mecenate in una missiva a Tito Livio “l’Imperatore del mondo era un adolescente simpatico”.

Raccontando uno dei momenti cruciali della storia occidentale l’autore nel suo quarto romanzo indaga sul significato della parola “potere” e su cosa si può compiere in nome di esso. La trama appassionante porta il lettore a paragonare quell’epoca complessa di venti secoli fa a quella attuale e le similitudini sono maggiori di quanto si possa ritenere. “Ma, se in questo lavoro sono presenti delle verità, sono le verità della narrativa più che della Storia. Sarò grato a quei lettori che lo accoglieranno per ciò che vuol essere: un’opera dell’immaginazione” precisa Williams in una nota iniziale. Il Princeps muore alle tre del pomeriggio del diciannovesimo giorno di agosto del 14 a. C. e secondo il suo medico Filippo di Atene le sue ultime parole furono “Filippo, i miei ricordi… adesso non mi servono più!”. Gli straordinari occhi celesti di Augusto diventano vitrei, l’Imperatore muore e con lui oltre quarant’anni di Pax Augustea. L’età dell’oro termina per sempre. “Ma i giorni della giovinezza fuggono e una parte di noi se ne va con loro, per non tornare mai più”.

a cura di Alessandra Stoppini

John Edward Williams
Augustus. Un romanzo
Castelvecchi 2013
Pp. 384 – Prezzo 17,50 Euro.
Traduzione di Bruno Oddera
12 Dicembre 2013  •   Davide   •   0
 
Contattaci
Redazione:

Viale Carso 57, 00195 Roma
Mail: rivista-pontemilvio@tiscali.it

Ufficio commerciale:

Mail: immediately@immediately.it
Telefono 347 5856368

Newsletter

Periodico telematico. Autorizzazione tribunale di Roma n. 124/2008 del 02/03/2008
Società proprietaria ed editrice Immediately Srl, via C. Ferrero di Cambiano n. 82 Roma - P.IVA 06003611008
Provider Aruba SpA, via Garibaldi n. 8 Soci (Ar)

Web Agency Roma - Privacy Policy