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Il libro del mese: Il linguaggio segreto dei fiori.

 

 

“Era il giorno del mio diciottesimo compleanno”. Victoria è diventata adulta e sta per abbandonare per sempre la Casa di Accoglienza, dove ha vissuto negli ultimi otto anni, Meredith Combie l’assistente sociale “responsabile della scelta delle famiglie adottive che mi avevano respinto” sa che ora la ragazza dovrà prendere in mano la propria vita, il proprio destino. “È il tuo momento, lo sai. La tua vita comincia adesso”. Abbandonata dalla nascita dalla madre, la giovane è cresciuta in trentadue case, dove l’elemento comune a tutte era il rumore al quale la bambina si sentiva estranea. In questo deserto affettivo Victoria aveva incontrato Elisabeth che viveva in una fattoria bianca accanto “a viti ben curate con il fusto grosso e i tralci avvolti intorno a fili di metallo”. Elisabeth nel comportamento di Victoria aveva riconosciuto se stessa da piccola e aveva insegnato alla bambina il linguaggio segreto dei fiori. “Non le piace il contatto fisico. Glielo avevo già detto. Deve aspettare che sia lei ad avvicinarsi”. Con questa frase Meredith aveva affidato Victoria a Elisabeth e la donna era diventata una seconda madre per la ragazza. Qualcosa forse le aveva divise per sempre…

The Language of flowers è la storia commovente, scritta in prima persona, di una donna che ha paura di amare, di esporsi perché lasciarsi andare alla felicità e aprirsi all’amore comporta una serie di rischi emotivi. Victoria “personaggio con una sua complessità emotiva” secondo l’autrice, coltiva oltre alla propria solitudine anche la passione per i fiori sui quali riversa la sua inconsapevole sete di affetto e di amore. Il giardino segreto di Victoria nel parco pubblico di Potrero Hill rappresenta quel luogo incantato, dove tutte le sue paure svaniscono, dove la giovane non teme il contatto fisico con i petali, l’incanto della loro bellezza.

Il romanzo uscito a maggio nel mese tradizionalmente dedicato alle rose “rosse significano amore, quelle gialle infedeltà” ha scalato in pochi giorni le classifiche di vendita editoriali italiane arrivando al primo posto della top ten. “L’evento editoriale più atteso del 2011” è stato definito da The Bookseller. Il volume acquistato per più di un milione di dollari negli USA è stato venduto in trenta paesi e in Italia è stato pubblicato da Garzanti con quattro diverse copertine, ciascuna con un fiore dal significato diverso: la rosa per l’eleganza, la camomilla per la forza nelle difficoltà, la gerbera per l’allegria e la buganvillea per la passione. Inoltre alla fine del libro Il dizionario di Victoria conduce il lettore nel mondo del linguaggio dei fiori che può essere di aiuto quando desideriamo indicare il nostro stato d’animo, esprimere le nostre emozioni o manifestare il nostro affetto o amore nei confronti di qualcuno. Infatti, i fiori possiedono un loro significato ben preciso che può essere di aiuto per qualche situazione particolare. Un affascinante modo di esprimersi che andava di moda nell’epoca vittoriana “quando le persone comunicavano attraverso i fiori” ora riscoperto grazie a questo romanzo originale dove i capitoli sono alternati tra passato e presente in una galleria di ricordi che sono, di fatto, il percorso formativo di Victoria.

Una schiera di personaggi compongono come una ghirlanda questo volume floreale: Elisabeth con la quale la piccola Victoria leggeva i classici per bambini “polverosi volumi” rilegati con il titolo impresso in oro come Il giardino segreto, Pollyanna e Un albero cresce a Brooklyn, la fioraia Renata che offre un lavoro alla giovane nel quale Victoria avrà occasione di sviluppare le sue qualità innate e la generosa Mamma Ruby. Grant proprietario di un’azienda di floricoltura è una sorta di anello di congiunzione tra presente e passato che farà comprendere a Victoria che le cose sono semplicemente ciò che sono, come espresso nel verso del poema di Gertrude Stein Sacred Emily “una rosa è una rosa è una rosa”.

Nell’intervista presente alla fine del volume l’autrice precisa che ha sempre adorato studiare i fiori e i loro significati anche grazie a un libro sul linguaggio dei fiori scoperto da adolescente in un negozio dell’usato. Da questo libro pian piano è partita l’idea di scrivere un romanzo dal quale l’autrice ha tratto ispirazione dalla sua esperienza di madre adottiva. “Mi piaceva la complessità di una ragazza che, avendo difficoltà nelle relazioni umane, tenta di comunicare usando una lingua pressoché dimenticata, che quasi nessuno capisce”. Vanessa Diffenbaugh attiva all’interno di associazioni che aiutano ragazzi a rischio e bambini affidati a servizi sociali, intende dimostrare al lettore che non è vero che “sia l’amore sia gli abusi passino da una generazione all’altra come acqua che nutre le radici di una pianta”. L’amore è autonomo perché “si proietta verso l’esterno, rimane integro in se stesso e non mette radici”. Victoria è piena di rabbia e di paura nei confronti del mondo e delle persone ma attraverso un faticoso e doloroso viaggio di rinascita imparerà a coltivare il proprio giardino interiore. Non più bozzolo di solitudine ma splendida farfalla pronta a spiccare il volo, “Non mi fido di me stessa. Qualsiasi sia la vita che ti immagini per noi, non si realizzerebbe: io la rovinerei”.

a cura di Alessandra Stoppini

 

Vanessa Diffenbaugh Il linguaggio segreto dei fiori Garzanti Pp. 359 – 17,60 Euro.

 

26 Luglio 2011  •   Davide   •   0
 
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