29 • ottobre • 2020

Breaking News:

Il libro del mese

“William Stoner si iscrisse all’Università del Missouri nel 1910, all’età di diciannove anni. Otto anni dopo, al culmine della prima guerra mondiale, gli fu conferito il dottorato in Filosofia e ottenne un incarico presso la stessa università, dove restò a insegnare fino alla sua morte, nel 1956”. Nel primo paragrafo del romanzo in poco più di cinque righe Williams narra la piatta e desolata esistenza di un individuo semplice. Grazie alla qualità della scrittura, alla pacatezza e alla sensibilità e al “tocco delicato” di un grande scrittore, il lettore resta subito colpito dalla storia che fin da subito appare “appassionante, profonda e straziante” come precisa Peter Cameron nella Postfazione del volume. È il piccolo grande miracolo letterario di Williams, nato nel 1922 in Texas e scomparso nel 1994, che ci dimostra che anche la vita più banale “se esaminata con affetto, compassione e grande cura, può fruttare una straordinaria messe letteraria” proprio com’è avvenuto con Stoner. Pubblicato per la prima volta negli USA nel 1965 dalla Viking Press, il libro non ebbe il successo che meritava, anzi fu presto dimenticato forse perché troppo distante dalle tematiche sociali di quel periodo. Nel 2006 questo capolavoro letterario è stato nuovamente edito negli Stati Uniti grazie alla New York Review Books per merito di un libraio newyorchese che l’ha segnalato, suscitando subito un rinnovato interesse da parte della critica e dei lettori. L’onda lunga dell’anonimo Stoner che attraversa la sua parabola vitale in maniera apparentemente inetta e passiva, si è presto riversata nel vecchio continente anche grazie al passaparola: il libro è in testa alle classifiche di Gran Bretagna, Francia, Spagna, Israele e Paesi Bassi (150mila copie vendute). In Italia il merito dell’esplosione della stonermania è da attribuire alla casa editrice romana Fazi, la quale con sguardo lungimirante ha pubblicato (12 edizioni di ristampa forti di un successo di vendita per oltre 50mila copie) nel febbraio 2012 nella collana Le strade la cronaca di questa “vita minima” che si consuma dalla fine del XIX secolo fino alla metà di quello successivo, come l’ha definita entusiasta lo scrittore Ian McEwan. In fondo Williams nel suo terzo romanzo dopo Nothing But the Night e Butcher’s Crossing, vincitore nel 1973 del National Book Award con Augustus, non fa altro che trascrivere su carta interi brani della sua esistenza. Anche John Edward come William era nato e cresciuto in una famiglia di modeste condizioni economiche, i genitori dell’autore erano contadini texani. Dopo il suo rientro dal secondo conflitto mondiale (lo scrittore aveva combattuto in India e in Birmania), Williams si era trasferito a Denver (Colorado) dove sarebbe rimasto insegnando Scrittura Creativa all’Università.  “Era nato nel 1891 in una piccola fattoria al centro del Missouri, vicino a Booneville, un paesino a circa quaranta miglia da Columbia, sede dell’università”. I genitori di Stoner si spezzavano la schiena cercando di coltivare una terra arida e avara di frutti, il loro unico figlio dava loro una mano sia dentro sia fuori di casa. “Erano una famiglia solitaria tenuta insieme dalla necessità della fatica”. Iscrittosi all’Università di Columbia, William si era preoccupato anche qui di compiere il suo dovere come aveva fatto alla fattoria, coscienziosamente, senza piacere né pena. Nel frattempo era scoppiata la I Guerra Mondiale ma Stoner aveva deciso di non prendervi parte, perché per il giovane il futuro “era una certezza fulgida e immutabile” da compiersi solo all’interno di quell’istituzione alla quale si era votato. Questo mite e “umile figlio della terra” sarebbe diventato docente universitario, anzi uno scialbo professore né più né meno come tanti altri prima e dopo di lui, la cui carriera universitaria gli sarebbe stata preclusa da colleghi invidiosi e spregevoli. William aveva sposato Edith Bostwick, perché credeva che fosse stata la donna più bella che avesse mai visto ma solo un mese dopo le nozze aveva compreso che il suo matrimonio era un fallimento. “L’educazione di Edith era fondata sul presupposto che qualcuno l’avrebbe sempre protetta dalle grandi difficoltà della vita e che in cambio di tale protezione il suo unico dovere sarebbe stato quello di comportarsi come un grazioso e raffinato accessorio”. Nonostante la nascita di Grace avvenuta nel 1923 (anche lei vittima della passività paterna) William “imparò il silenzio e mise da parte il suo amore”. Quindi il professore “si ritrovava a chiedersi se la sua vita fosse degna di essere vissuta. Se mai lo fosse stata”. Ma questo sentimento represso per la maggior parte della sua vita sarebbe comparso inaspettatamente per William nella veste di una giovane insegnante Katherine Driscoll che avrebbe fatto capire al professore che “la persona che amiamo da subito non è la persona che amiamo per davvero e che l’amore non è un fine ma un processo attraverso il quale una persona tenta di conoscerne un’altra”. Ma non ci sarà il lieto fine. “Siamo stati felici, vero? Eravamo felici, più felici di ogni altro”. Le ordinarie vicende di un uomo medio e del suo destino, della cui esistenza se ne sarebbero ricordati in pochi e invece scordati in molti, il quale “conosceva il mondo come pochi dei suoi colleghi più giovani potevano immaginare”, vengono illuminate da uno stile purissimo e lineare, che ha fatto di Stoner il libro cult dell’estate 2013 e “una scoperta meravigliosa per tutti gli amanti della letteratura”.

“I colleghi di Stoner, che da vivo non l’avevano mai stimato gran che, oggi ne parlano raramente; per i più vecchi il suo nome è il monito della fine che li attende tutti, per i più giovani è soltanto un suono, che non evoca alcun passato o identità particolare cui associare loro stessi o le loro carriere”.

a cura di Alessandra Stoppini

John Edward Williams
Stoner
Fazi Editore 2012
Pp. 334 – Prezzo 17,50 Euro.
Traduzione di Stefano Tummolini
4 Settembre 2013  •   Davide   •   0
 
Contattaci
Redazione:

Viale Carso 57, 00195 Roma
Mail: rivista-pontemilvio@tiscali.it

Ufficio commerciale:

Mail: immediately@immediately.it
Telefono 347 5856368

Newsletter

Periodico telematico. Autorizzazione tribunale di Roma n. 124/2008 del 02/03/2008
Società proprietaria ed editrice Immediately Srl, via C. Ferrero di Cambiano n. 82 Roma - P.IVA 06003611008
Provider Aruba SpA, via Garibaldi n. 8 Soci (Ar)

Web Agency Roma - Privacy Policy