01 • novembre • 2020

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Il ponte della musica

È il Ponte della Musica, lungo arco d’acciaio sospeso sul fiume tra lungotevere Flaminio e Maresciallo Giardino, destinato a unire il quartiere Flaminio, dove è presente l’Auditorium della Musica, il Maxxi, il Palazzetto dello Sport e lo Stadio Flaminio di Nervi, con il quartiere delle Vittorie, gli insediamenti del Foro Italico, lo Stadio Olimpico e il Ministero degli Affari Esteri.
“È il primo ponte ecosostenibile. Qui passeranno solo pedoni, ciclisti e mezzi pubblici” ha sottolineato il Sindaco di Roma Gianni Alemanno il 31 maggio scorso quando la struttura è stata inaugurata. L’opera, che s’inserisce nel Progetto Parco della Musica e delle Arti, è stata realizzata sul progetto vincitore di un Concorso Internazionale di Progettazione redatto dal Buro Happold Ltd e Ing. Davood Liaghat di Londra in collaborazione con Kit Powell – Williams Architects, poi sviluppato in fase definitiva con la Società di Ingegneria Carlo Lotti & Associati di Roma. La progettazione esecutiva è stata fatta dalla Srl ATP Mario Petrangeli & Associati con lo studio Biggi – Guerrini.
La struttura dall’immagine architettonica leggera, in acciaio in alto e cemento armato in basso, è costata circa 8 milioni di euro. Per ben due volte per problemi tecnici (il 21 aprile e il 21 maggio) il tanto sospirato taglio del nastro si è dovuto rinviare, la seconda volta a causa delle doghe giunte dall’Indonesia con una curvatura sbagliata, che aveva reso impossibile abbinare i pezzi tra loro. Per costruire il ponte (costituito da due archi ribassati in acciaio nella parte centrale di 160 metri) lungo 190 metri e largo 22 e 14 alle estremità, ci sono voluti due anni di lavoro. Il pavimento della struttura prevista già nel piano regolatore del ’29 e il cui progetto era stato avviato dalle amministrazioni Rutelli e Veltroni, è ai lati in doghe di legno bankirai e al centro in asfalto per consentire il futuro passaggio di bus elettrici. Sono state montate una accanto all’altra ben 2000 doghe fissate alle mensole d’acciaio da 19mila pioli.
I romani si sono subito appropriati di questo coreografico ponte pesante 2000 tonnellate e dotato di archi bianchi che si ergono verso il cielo. Abbiamo notato molti cittadini passeggiare da una sponda all’altra, scattare foto al manufatto e al panorama, attraversare il ponte in bicicletta. Molto belli i camminamenti esterni e l’elegante corrimano di legno bankirai proveniente dalla lontana Indonesia.
Dopo 30 anni finalmente un nuovo ponte in città, l’ultimo era stato il ponte della metropolitana costruito dall’architetto Luigi Moretti dedicato a Pietro Nenni, nel quale transitano i treni della linea A e le auto, poco più a valle del Tevere. I lavori attorno al nuovo ponte fervono ancora perché sono da completare alcune opere complementari quali la riqualificazione delle sponde, lavori che dureranno ancora 5 o 6 mesi.
Il Ponte della Musica unisce poeticamente la Roma della cultura e dell’Arte simboleggiata dall’Auditorium Parco della Musica e dal Maxxi il Museo delle Arti del XXI Secolo di Zaha Adid in via Guido Reni, alla Roma sportiva del Foro Italico, quella stessa Roma che attende e spera che nel lontano 2020 la città possa diventare sede dei moderni Giochi olimpici fondati da Pierre de Coubertin.
Uno sguardo dal Ponte della Musica è suggestivo: di fronte a noi la collina verde del Parco di Monte Mario, sotto lungo le arcate il Tevere scorre tranquillo in una mattina di fine primavera mentre i gabbiani stridono in cerca di cibo e dietro di noi il cuore del quartiere Flaminio rappresentato da Piazza Gentile da Fabriano che ospita quest’ultimo gioiello urbanistico.
“Questo ponte è un’opera strategica all’interno del Parco della Musica e delle Arti pensato da Renzo Piano. Contiamo di presentare il progetto prima dell’estate” ha dichiarato il Sindaco Alemanno durante l’inaugurazione. Il progetto prevede: 2000 alberi, panchine e nuovi arredi urbani dall’Auditorium al Foro Italico, passando per via Guido Reni, il Maxxi e il Ponte della Musica. Non mancherà una passerella pedonale leggera che da Villa Glori supererà viale De Coubertin, collegando l’Auditorium evitando il traffico. Il Ponte della Musica è una nuova opera d’ingegneria e architettura che tinge di moderno la nostra città che da qualche anno sta modificando il suo tessuto urbano. Un Ponte fruibile per tutti i cittadini grande anima di acciaio, cemento e legno che unisce il passato, il presente e il futuro.
“C’è un cuore che batte nel cuore di Roma, mi fermo sul ponte ed io ti amo ancora… ” è il refrain di una bella canzone di Antonello Venditti di qualche anno fa. Chissà quanti cuori in affanno appoggiati al corrimano del Ponte della Musica dalla forma ariosa grazie al calcestruzzo di ultima generazione troveranno l’ispirazione per riconquistare un amore perduto ma non dimenticato.

di Alessandra Stoppini

 

 

25 Luglio 2011  •   Davide   •   0
 
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