22 • ottobre • 2020

Breaking News:

intervista ad Alemanno: progetti concreti per il futuro di Roma

 

 

 

Può fare un bilancio delle attività portate avanti da Lei e dalla sua Giunta in questa prima parte del suo mandato?

 

Non abbiamo mai smesso di pensare al quotidiano, al piano nomadi, alla sicurezza, alla manutenzione stradale. Abbiamo lavorato per ripianare 12 miliardi di debito ereditati dalla precedente gestione e rilanciare lo sviluppo con alcuni progetti prioritari. Tra questi vi è certamente la realizzazione del secondo hub di Fiumicino che, come ho già avuto modo di dire, rappresenta la madre di tutte le battaglie. Un altro progetto che procede velocemente è la pedonalizzazione del Tridente. Il 14 febbraio poi sono andati a gara il progetto dell’Ara Pacis e del sottopasso. Entro fine mandato, realisticamente parlando, oltre alla pedonalizzazione del Tridente, ci attendono la realizzazione della smart grid energetica all’Eur, i poli della solidarietà sociale, la prima demolizione e ricostruzione di Tor Bella Monaca, il primo polo di Fonopoli alle Officine Marconi e ancora il restauro del Colosseo e la realizzazione dell’area archeologica centrale con la chiusura di via dei Cerchi. Fatti concreti, appunto, non progetti destinati a restare solo sulla carta. Un mio predecessore, il Sindaco Argan, nel 1978 diceva che Roma è una città interrotta perché ha smesso di immaginare il futuro; recuperando questa visione noi stiamo provando a immaginare questo futuro, a fare in modo che Roma non venga schiacciata e trattenuta  dal suo passato, cui dobbiamo guardare non solo come archeologia, come storia, ma come spinta di valori, perché Roma possa dare un segnale a tutta l’Italia.

 

La legge di “Roma Capitale”, da Lei fortemente voluta, come influirà sull’amministrazione della Città di Roma?

 

Il secondo decreto legislativo previsto dal federalismo fiscale deve trasferire alcune competenze dalla Regione e dallo Stato a noi, dall’urbanistica, allo sviluppo economico alla politica ambientale; sarà necessaria una trattativa per definire il pacchetto. Spero sia possibile arrivare comunque a definire il decreto legislativo entro giugno. E prima della scadenza del mio mandato occorrerà anche sciogliere il nodo politico legato al mantenimento del numero dei consiglieri a 60, un numero che sarà garanzia della rappresentanza democratica in una metropoli come Roma.

 

Il Parlamento ha recentemente approvato anche la legge sul federalismo fiscale municipale. Quali conseguenze e quali opportunità deriveranno per la città di Roma e per i cittadini romani?

 

L’approvazione del decreto legislativo in materia di federalismo fiscale municipale è una notizia molto positiva perché pone nuovamente i Comuni in condizione di avere un buon livello di autonomia finanziaria e questo significa per Roma la possibilità di tagliare gli eventuali sprechi contenuti nella spesa pubblica attraverso l’adeguamento ai costi standard e la possibilità, unificando la tassazione in vista della introduzione dell’Imposta municipale unica, che unirà l’addizionale Irpef comunale e l’Ici, di semplificare e allentare la pressione tributaria. Con questo decreto si dimostra la grande attenzione che, nel percorso federalista, il Governo sta mettendo in campo per giungere a una soluzione sostenibile per istituzioni e cittadini. Adesso è necessario che si affronti il problema del patto di stabilità in modo da rilanciare gli investimenti anche per allentare la morsa del debito.

Nel mese di febbraio a Roma si sono tenuti Gli “Stati Generali della città di Roma”. Può parlarci di quest’esperienza?

 

Gli Stati Generali sono stati per me una svolta esistenziale. In questi due anni e mezzo sono stato molto in ufficio, sulle carte per capire, pianificare, concretizzare progetti per la città. Adesso queste carte si sono trasformate in progetti concreti e quindi tornerò sulla strada, tra la gente e nei quartieri per verificare le diverse realtà. Sono stati due giorni di incontri e confronti, chiusi con gli interventi  del premier Berlusconi e del ministro Tremonti.

Dal Governo si è mostrato tutto il massimo sostegno. Non credo ci siano ora più dubbi su questo. Abbiamo dimostrato che dietro questi 225 progetti c’è tutto il Paese e tutti i rappresentanti delle istituzioni sono compatti. Con questi Stati Generali abbiamo fatto un percorso preciso, dando agli eventi presentati la sostanza di progetti reali e riprendendo anche quelli delle precedenti amministrazioni. Io però ci ho messo la faccia e ora siamo obbligati a concretizzarli anche per attirare investimenti, rimettere in moto l’economia  e risolvere le emergenze. E’ stato questo il senso che abbiamo voluto dare a questi due giorni di convegni che hanno affrontato temi come la mobilità, la creazione di una Capitale policentrica, la sostenibilità ambientale, l’innovazione e la cultura. Vogliamo ottimizzare le potenzialità delle eccellenze per arrivare alla creazione di un “Polo dell’Innovazione”, che si candidi a divenire punto di riferimento per il progresso scientifico e tecnologico e  garantire maggiori accessi intermodali alla Capitale con tre interventi fondamentali: il passante ferroviario metropolitano Sud, con 14 treni l’ora tra Ostiense e Tiburtina, l’apertura del nodo di scambio della metro C del Pigneto e la chiusura dell’anello Nord. Abbiamo anche definito un nuovo modello di sviluppo che assicuri qualità dell’aria e dell’ambiente, risparmio ed efficienza energetica, incremento delle aree verdi, che punti sul sistema delle energie rinnovabili e la navigabilità del Tevere come fattore di innovazione e di vivibilità della città. A consentirlo sarà tra l’altro la creazione di rete cittadina intelligente alimentata da fonti rinnovabili tra cui il fotovoltaico, come era nel Masterplan di Rifkin, tramite una prima fase di  sperimentazione da attuare all’Eur nell’ambito della creazione del business district che sorgerà nel quadrante Sud della Capitale dopo l’apertura del Centro Congressi e del nuovo Polo Turistico del Litorale di Ostia. Questi ultimi interventi, insieme agli altri progetti di riqualificazione urbana come il rifacimento di Tor Bella Monaca e la pedonalizzazione del Tridente con i nuovi parcheggi di scambio,  consentiranno il grande rilancio della Capitale. La prospettiva è quella di una rigenerazione complessiva del tessuto della città che integri le tematiche dello sviluppo urbano con quelle della promozione sociale e dell’appartenenza comunitaria, in un’ottica che faccia di Roma una “Città delle Città”, Capitale della solidarietà e dell’inclusione, dotata di un nuovo piano regolatore sociale che valorizzi la sussidiarietà orizzontale e lo scambio reciproco.

 

Olimpiadi del 2020. Roma è partita in netto anticipo con la sua candidatura sia rispetto ai tempi “tecnici” previsti dal CIO, sia rispetto alle eventuali città concorrenti. Quali saranno i punti forti del progetto olimpico su cui Roma punterà per ottenere i Giochi Olimpici?

 

Roma ha i numeri per vincere e dieci anni di tempo per prepararsi. Roma parte avvantaggiata per storia e cultura, non ha pari per bellezza, deve solo dotarsi di tecnologie e servizi per l’accoglienza. Il 60 per cento degli impianti sportivi c’è già, dobbiamo mettere mano a quello che manca, tra cui il finanziamento degli impianti di Tor Vergata. Soprattutto occorre un sistema dei trasporti paragonabile a quello delle altre capitali. Se Roma sarà scelta come sede, i giochi saranno l’occasione per la realizzazione del Villaggio Olimpico a Tor di Quinto e la creazione del Villaggio media a Saxa Rubra. A servizio del Villaggio Olimpico verranno potenziate le linee ferroviarie esistenti, anche con la chiusura dell’anello ferroviario di Camposanpietro. Sarà inoltre completato il sistema di piste ciclabili, con la creazione di una pista ciclo-pedonale sulla riva sinistra, da Castel Giubileo all’Aniene, che si raccorderà con quella esistente. Nell’ottica di una città competitiva, Roma avrà bisogno di un salto di qualità nell’accessibilità intermodale alla città. L’ampliamento dell’Aeroporto di Fiumicino e l’incremento del trasporto su ferro sono i due assi portanti di questo obiettivo. Per potenziare le infrastrutture, tra cui il raddoppio dell’hub di Fiumicino, abbiamo pensato di creare progetti finanziabili direttamente dall’Unione Europea e in grado di attrarre investimenti privati. È un grande «project financing» da 22 miliardi, al cui interno ci sono anche le Olimpiadi.

Il veto posto a Montezemolo per la nomina a Presidente del Comitato organizzatore sembra in un primo momento aver allontanato la possibilità di ottenere un reale appoggio alla candidatura da parte dell’attuale opposizione …

 

Sono molto contento che si sia conclusa questa telenovela olimpica. Mario Pescante come Presidente rappresenta il massimo che potevamo ottenere. Non abbiamo pensato subito a lui perché certe volte si va a cercare lontano e invece la soluzione è vicina. Luca Cordero di Montezemolo fa comunque parte del comitato d’onore, così da fugare ogni dubbio sulle motivazioni del suo rifiuto a presiedere il comitato promotore. Per quanto riguarda poi il vicepresidente, la nomina in quota opposizione di Andrea Mondello accontenta tutti. Mi auguro anche a questo punto che la mozione parlamentare, che proporremo a sostegno della candidatura di Roma, sia bipartisan e trasversale, così come fu con Veltroni per la candidatura alle Olimpiadi di Roma per il 2016.

 

L’attuale Amministrazione ha ereditato un progetto per la realizzazione di impianti sportivi a Tor Vergata. Qual è ad oggi la situazione? Quali possono essere gli sviluppi nel medio periodo?

La Città dello Sport di Calatrava a Tor Vergata dovrà essere dotata, più che di piscine, di un grande impianto coperto. Servono altri 400 milioni di Euro, oltre ai 200 milioni già spesi, che speriamo di ottenere anche dai Fondi Europei e dalla compartecipazione dei privati.

Roma e il Turismo. Quali saranno le azioni o le novità a livello sistemico ed infrastrutturale sulle quali l’Amministrazione punterà per la promozione di Roma all’estero e lo sviluppo del turismo?

 

Il patrimonio storico e culturale di Roma e la sua capacità di attrarre turismo sono fattori imprescindibili per il futuro della città. I progetti contenuti nel piano strategico di sviluppo intendono potenziare ulteriormente l’offerta, riqualificando e valorizzando l’area archeologica centrale e scommettendo nello stesso tempo sull’arte e sull’architettura contemporanea e sull’attrazione di nuovi segmenti turistici legati all’entertainment. La realizzazione del Secondo Polo Turistico e del Parco della Musica e delle Arti sono altri due progetti-chiave che incrementeranno l’offerta sia di entertainment sia di “produzione culturale”.

 

Trasporto Pubblico e mobilità. Si parla spesso del traffico a Roma e di possibili soluzioni che, però, vengono poi spesso non portate avanti. Navigabilità del Tevere, progetti per la mobilità in bicicletta, trasporti integrati, nuove linee metropolitane, efficienza del trasporto pubblico .. attraverso quale di queste ipotesi passa la soluzione per la mobilità nella Capitale?

 

Attraverso un mix delle misure che lei ha elencato. Il Tevere sarà al centro di uno dei principali progetti del piano strategico di sviluppo e di mobilità sostenibile, insieme alle nuove linee di metropolitana di cui stiamo accelerando i cantieri e al potenziamento del car sharing e della rete di stazioni di ricarica elettrica delle auto. Fondamentale per l’accessibilità e l’integrazione dei servizi saranno gli interventi per la realizzazione delle nuove linee metropolitane e del prolungamento di 3,8 chilometri della linea B da Rebibbia a Casal Monastero e della linea A, 2 chilometri a ovest della città oltre Battistini e 7 chilometri a sud fino a Torre Angela. Una trama di servizi che sarà integrata dal potenziamento dei nodi di scambio già esistenti e dalla realizzazione dei due nuovi nodi di Ponte Linari e con l’Autostrada A1. Questo il progetto di sviluppo integrato per ricucire la città e dare a Roma una rete ferroviaria con funzioni urbane e metropolitane e prolungamenti su ferro di raccordo con le altre infrastrutture, sia pubbliche che private, riannodando gli spazi urbani. Per quel che riguarda la navigabilità sul Tevere, il progetto pilota prevede la realizzazione di un traffico fluviale che va da Castel Giubileo al nuovo ponte della Musica, in zona Flaminio. Nell’area saranno realizzate attrezzature per il tempo libero e si punterà sul potenziamento della mobilità alternativa, il recupero e la riqualificazione ambientale degli spazi aperti lungo il fiume e di manutenzione idraulica. L’area è candidata ad accogliere alcune delle trasformazioni urbane più importanti legate all’evento olimpico del 2020. Con l’attuazione del Piano quadro della ciclabilità infine estenderemo la rete delle piste ciclabili fino ad arrivare a 986 Km entro il 2020.

Giuseppe Costantini

13 Aprile 2011  •   Davide   •   0
 
Contattaci
Redazione:

Viale Carso 57, 00195 Roma
Mail: rivista-pontemilvio@tiscali.it

Ufficio commerciale:

Mail: immediately@immediately.it
Telefono 347 5856368

Newsletter

Periodico telematico. Autorizzazione tribunale di Roma n. 124/2008 del 02/03/2008
Società proprietaria ed editrice Immediately Srl, via C. Ferrero di Cambiano n. 82 Roma - P.IVA 06003611008
Provider Aruba SpA, via Garibaldi n. 8 Soci (Ar)

Web Agency Roma - Privacy Policy