05 • dicembre • 2020

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La donna col vestito verde di Stephanie Cowell

 

 

 

 

 

 “La pallida luce di quel pomeriggio uggioso risplendeva sulle pentole di rame appese in cucina, dove l’anziano pittore fumava una sigaretta, seduto con il suo bicchiere di vino”. È l’incipit de La donna col vestito verde di Stephanie Cowell (Neri Pozza) biografia romanzata della passione tra il pittore e Camille – Léonie Doncieux nella quale l’arte e la Parigi della fine del XIX Secolo s’intrecciano con il sentimento, la forza dell’amore che lega i due protagonisti.

In una mattina di luglio nel 1908 a Giverny una lettera che sembra arrivare da un passato che Monet credeva di aver rimosso dalla memoria per sempre rievoca nell’artista antiche suggestioni, vecchie immagini sbiadite che hanno il volto di una donna: Camille, il grande amore di tutta una vita. Mentre osserva i vari ritratti della donna rinchiusi in un piccolo atelier chiuso a chiave da qualche tempo, Claude non sembra accorgersi della bellezza struggente del giardino che circonda la casa né della luce del giorno morente. “Ti ho amata così tanto. Non avrei mai voluto che le cose andassero in questo modo” E l’artista ripensa al passato, al tempo di ieri… tutto ha inizio a Le Havre, dove la famiglia Monet si era trasferita da Parigi nel 1845. Il padre di Claude  Adolphe gestiva un negozio di forniture marittime e desiderava che il figlio seguisse la sua strada. Claude a quindici anni però già disegnava a matita o carboncino caricature di personaggi della città riuscendo anche a venderle. Forse il suo destino sarebbe stato questo se un giorno un pittore locale Eugene Boudin non avesse notato alcuni schizzi del ragazzo intuendone il talento. È Eugene che convinse Claude a dipingere con lui nella campagna dell’alta Normandia nel verde o “a Honfluer, oltre l’estuario”.  Dopo la morte repentina dell’amata madre niente sembrò più legare Claude a Le Havre. A vent’anni egli lasciò la cittadina per Parigi “fu l’immensità della capitale a lasciarlo sconcertato”. Quando Monet andò a visitare il Salon degli artisti francesi al Palais de l’Industrie scorse “tra enormi e antiquati dipinti gli umili lavori dai colori vivaci di Corot, Daubigny, Delacroix, Millet”. Tutte tele dipinte en plein air.Questa è arte, questo è il nuovo stile dei pittori, lo stile del vero, ed è la strada che seguirò anch’io”. Erano le stesse opere esposte ora al Vittoriano nella mostra dedicata agli impressionisti francesi, accanto alle ninfee e ai paesaggi di Monet. Il giovane artista in quel periodo conobbe e diventò amico di giovani di grandi speranze quali Pierre Auguste Renor, Paul Cezanne, Claude Pissarro anch’essi presenti alla mostra romana. Dopo una breve parentesi nell’esercito in Algeria Claude ottenuto l’approvazione paterna tornò a Parigi e affittò un atelier insieme al suo amico pittore Frédérick Bazille in rue de Furstemberg lungo la Rive Gauche. L’incontro casuale in una libreria con Camille cambierà l’intero corso dell’esistenza di Monet sia dal punto di vista professionale che sentimentale. “I folti capelli castano – dorati, raccolti in un’acconciatura modesta e fermati con dei pettinini e un pesante nastro di velluto nero, brillavano alla luce della lampada da tavolo”. Nacque tra i due giovani una passione intensa e tormentata, fatta di tradimenti e abbandoni, mentre Claude cercava di affermarsi nel difficile mondo artistico parigino.

Stefanie Cowell ha rivelato che l’idea di scrivere questo romanzo è nata quando nel 1995 a New York presso il Metropolitan Museum ha visitato la mostra Le origini dell’Impressionismo. La maggior parte delle persone ricorda Claude Monet non solo attraverso le sue opere ma anche vedendo le foto che lo ritraggono anziano con una folta barba, cappello di paglia in testa mentre si trova nel paradiso di Giverny, nel suo giardino, il suo orgoglio, la rappresentazione vivente del suo genio creativo. Com’era il giovane Claude quando arrivò a Parigi con tanti sogni di gloria per la testa? “Ho un tale fuoco dentro di me. E tanti progetti”. Era egoista o umile? Testardo? Tenace? In quali circostanze avvenne l’incontro con Camille, la protagonista del ritratto Donna col vestito verde che l’artista presentò nel 1866 al Salon di Parigi? Il dipinto ottenne l’approvazione di Emile Zola e di Edouard Manet ed è ora conservato al Kunsthalle Bremen, il museo più antico della città anseatica.  Poche notizie si hanno su Camille Doncieux. La scrittrice ha avuto la fortuna di leggere alcuni frammenti di un suo diario da un collezionista d’arte dell’Ottocento. Camille proveniva da una famiglia della borghesia parigina, era un’attrice dilettante, aveva una sorella più grande di lei di quattro anni, Annette. Fu molto amata da Monet, lui la ritrasse parecchie volte.  Si sposarono nel 1870 e Camille già gli aveva dato un figlio, Jean, nel 1867.  Camille morì giovane a trentadue anni nel 1879 a causa di un male incurabile un anno dopo aver dato alla luce il secondo figlio Michel.  Monet la dipinge sul letto di morte in un veritiero dipinto ora al Musée d’Orsay. “Il mio amore per te, Minou, lo custodisco nel mio cuore… ”. Camille riposa nella chiesa di Notre – Dame a Vétheuil nella periferia nord occidentale di Parigi, la tomba di Claude Monet si trova nella chiesa di Sainte – Renegonde vicino a Giverny. A Giverny l’artista visse dal 1883 fino al 1926, anno della sua morte. I visitatori che ammirano la casa e il giardino fiorito pieno di colori e il giardino acquatico concepiti come vere e proprie opere d’arte percepiscono ancora la stessa atmosfera creata dal maestro.

Stefanie Cowell ritrae perfettamente l’uomo, le sue fragilità e la sua epoca rivelando il volto meno noto di uno dei massimi esponenti dell’impressionismo francese. I duri anni della gavetta fatti di privazioni, miseria e fame vissuti insieme a Camille, la quale è certa che un giorno Claude avrà i riconoscimenti che gli spettano. La Parigi di fine Ottocento accompagna il lettore pagina dopo pagina: una città in pieno fulgore, capitale delle arti, della letteratura al massimo della sua gloria.

L’autrice americana è una valente scrittrice di romanzi a sfondo storico. Ricordiamo Il matrimonio delle sorelle Weber (Neri Pozza 2004) storia di quattro ragazze nella Germania di fine Settecento e del loro incontro con un giovane Mozart.

 

Alessandra Stoppini

 

 

20 Maggio 2010  •   Ponte Milvio Magazine Magazine  •   0
 
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