01 • novembre • 2020

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La Manovra correttiva dei conti pubblici (2010).

 

 

Sebbene in sede di conversione in legge vi potranno essere modifiche anche sostanziali, ecco le principali novità del provvedimento approvato di possibile impatto sul cittadino.

E’ prevista l’istituzione di una attività di accertamento congiunta con scambi di informazioni tra Agenzia delle Entrate, Guardia di Finanza, INPS e Comuni allo scopo di “individuare elementi utili ad integrare i dati contenuti nelle dichiarazioni presentate dai contribuenti per la determinazione di maggiori imponibili fiscali e contributivi”.

Il potenziamento delle attività di accertamento rappresenta una parte importante del decreto legge che prevede anche un “nuovo” redditometro, fondato come in passato sul principio dell’analisi delle spese sostenute dal contribuente viste come elemento indicativo di capacità reddituale, ma nel quale assumono nuova rilevanza gli oneri deducibili e detraibili dal reddito esposti in dichiarazione; le spese vengono distinte tra “voluttuarie” e “di base”; viene data importanza al nucleo familiare ed all’area territoriale dove risiede il contribuente.

L’accertamento scatterà quando anche solo per un esercizio si determina uno scostamento superiore al 20% (non più 25%) tra reddito dichiarato e reddito calcolato in base al nuovo redditometro.

Saranno soggette a speciali controlli le imprese che chiudono entro un anno dalla dichiarazione di inizio attività, così come le imprese che presentano dichiarazioni fiscali sistematicamente in perdita.

Sono stabiliti anche controlli incrociati tra l’Inps e l’Agenzia delle Entrate con riguardo ai redditi di lavoro dipendente allo scopo di enucleare eventuali differenze tra redditi dichiarati e redditi sottoposti a contribuzione previdenziale.

Vengono ridotte le soglie limite per la circolazione del contante per combattere il riciclaggio: è ridotto da 12.500 Euro a 5.000 Euro il limite per l’uso di denaro contante e di titoli al portatore; viene inoltre considerata operazione sospetta, con conseguente obbligo di segnalazione all’UIF da parte dell’intermediario che la esegue su istruzione del cliente, “il ricorso frequente o ingiustificato a operazioni in contante e, in particolare, il prelievo o il versamento in contanti presso intermediari finanziari di importo pari o superiore a 15.000 Euro.”

Infine, a decorrere dall’1.07.2010 viene applicata dall’intermediario finanziario una ritenuta del 10% a titolo di acconto all’atto dell’accreditamento al beneficiario delle somme pagate in connessione con operazioni che danno diritto a detrazioni di imposta (del tipo bonifici per spese di ristrutturazione).

 

di Antonia Coppola

dottore commercialista in Roma

 

20 Luglio 2010  •   Ponte Milvio Magazine Magazine  •   0
 
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