31 • ottobre • 2020

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La raccolta differenziata dei rifiuti solidi urbani: obiettivo strategico per gli enti locali e nuovo approccio per il cittadino

– il riciclaggio, che comporta la sostanziale rigenerazione dei rifiuti come materia prima secondaria per la fabbricazione di prodotti uguali o simili a quelli originari. Sul piano operativo è quindi necessario che i rifiuti siano suddivisi in base ai materiali di composizione. La raccolta differenziata consente inoltre di evitare che rifiuti tossici o pericolosi siano smaltiti in discarica, invece di essere sottoposti a preventivi processi di “neutralizzazione”.
Per i suoi dirompenti effetti in termini di creazione di valore ed esternalità positive per l’ambiente e l’economia, la raccolta differenziata rappresenta un obiettivo strategico e di programmazione per tutte per le amministrazioni, centrali e locali, insieme con la riduzione della produzione vera e propria di rifiuti. Ma tali obiettivi non sono neanche lontanamente sperabili senza sinergie tra amministrazione e cittadini. Qualsiasi politica ambientale non può quindi prescindere da una forte azione di comunicazione e di informazione del cittadino, sin dalla più tenera età. Nel nostro Paese, il recente Rapporto dell’Osservatorio Nazionale sui Rifiuti 2008-2009 mostra che il Nord produce il 45% dei rifiuti urbani, il Centro il 22% ed il Sud il 33% con un forte sbilanciamento, però, in termini di raccolta differenziata. Infatti, “… le percentuali di recupero complessivo si attestano, passando dal Nord, al Centro al Sud rispettivamente al 40%, 20% e 10% (in realtà per il 2007 sono 42,5%, 20.8% e 11,6%).
In termini assoluti si può rilevare dai dati ISPRA nel 2007 che su un totale di raccolta differenziata di 8.959.000 tonnellate quasi 6.205.000 sono state raccolte al Nord e poco meno di 2.754.000 sono state raccolte al Centro-Sud. Ancora in altri termini al Nord poco meno della metà della popolazione raccoglie poco meno del 70% (69,2%) del differenziato mentre l’altra metà (Centro- Sud) ne raccoglie sul totale del differenziato poco più del 30% (30,8%). Lo sbilanciamento può quindi essere misurato come un surplus del 40% di raccolta differenziata.” Anche l’indagine annuale di Legambiente sui “Comuni Ricicloni” ha rilevato come solo 1280 Comuni italiani abbiano superato la quota del 45% di raccolta differenziata; di questi l’86,9% è ubicato al Nord, il 3,2% al Centro ed il 9,9% al Sud .
Anche in tal caso si confermano le differenze tra Nord e Centro-Sud. Roma, la nostra città, si trova ben al di sotto del 45%, attestandosi secondo Legambiente sul 19,4% di raccolta differenziata in rapporto al totale dei rifiuti prodotti. Nel 2006 il Rapporto annuale di AMA Roma (www.amaroma.it) si poneva per la fine del 2010 il raggiungimento della soglia del 50% di raccolta differenziata. Si pensi che nello stesso anno, un rapporto ambientale, condotto sempre da Legambiente sulle principali città europee, verificava come alcune avessero già più che superato la soglia del 50% con Helsinki all’80%, Berlino al 73%, Stoccolma al 53%, Barcellona al 67%, fanalini di coda Roma, Milano e Napoli. Obiettivo dichiarato dell’AMA è quindi quello di potenziare le attrezzature per la raccolta differenziata e le campagne di informazione. Malgrado questi sforzi, però, spesso il cittadino si trova ad avere tanti dubbi di carattere pratico su come e cosa differenziare. La redazione di Ponte Milvio ha perciò fatto una piccola indagine sulle principali procedure di differenziazione ed ecco cosa ha scoperto.

Cosa si ricicla Possono essere oggetto di raccolta differenziata i materiali in vetro, plastica e metallo che costituiscono imballaggi, mentre non lo sono quelli che non hanno tale funzione. Dove si gettano i rifiuti Sul territorio della città sono presenti cassonetti di colori diversi, ciascuno dedicato ad una o più tipologie di rifiuti, ed in particolare quelli di colore: – blu sono destinati ad accogliere i contenitori in vetro, plastica e metallo; – bianco devono essere utilizzati per carta, cartone e cartoncino; – grigio hanno carattere residuale e si devono usare per gettare tutto ciò che non è riciclabile. Nessun cassonetto può accogliere rifiuti pericolosi quali pile, farmaci, materiali tossici o infiammabili, cartucce per stampanti, contenitori degli insetticidi, o rifiuti ingombranti quali mobili, elettrodomestici di tutti i tipi, giocattoli.

Per gli abitanti del centro storico e di alcune zone ad esso limitrofe, è stata istituita la raccolta differenziata “porta a porta” e presso punti mobili ad hoc creati. Ciò in quanto per ragioni di carattere estetico ed architettonico (la presenza di molte stradine e viuzze) non era possibile istallare in tali aree i cassonetti tradizionali. E’ stato anche creato un motore di ricerca sul sito dell’azienda municipale ambiente di Roma ed attivato un numero verde (per i più tradizionalisti) dove è possibile chiedere chiarimenti sulle modalità di smaltimento di ogni singolo rifiuto.

 

di A.C

15 Aprile 2010  •   Ponte Milvio Magazine Magazine  •   0
 
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