26 • ottobre • 2020

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L’anima napoletana di Elena

“Penso che la formazione di un’attrice passi attraverso varie esperienze. Nella vita di ciascuno di noi ci sono tanti cambiamenti ma sopratutto nella vita di un attore è fondamentale come cresci, così ti formi. Scambi umani e professionali concorrono a formare un bagaglio”. Sono alcune frasi che si trovano nel sito ufficiale di Elena Russo: http://www.elenarusso.net/biografia/. Nata a Napoli e trasferitasi a Roma per motivi professionali, Elena ha esordito nel mondo dello spettacolo con il film Finalmente soli (1997) diretto da Umberto Marino. Dopo altre esperienze cinematografiche nel 2006 l’attrice è stata co-protagonista con Neri Marcorè della pellicola Baciami piccina, ambientata nei giorni a cavallo dell’8 settembre del 1943 data fatidica per le sorti del nostro paese durante la II Guerra Mondiale.

Sul piccolo schermo i telespettatori hanno avuto modo di ammirare Elena Russo in alcune fiction di successo, per tutte citiamo la serie andata in onda su Rai 1 Orgoglio nella quale la bruna Elena si è fatta notare protetta da cappelli scenografici nella parte della perfida Clara Dani nell’Italia dei primi anni del Novecento. “Sono perfida e magnifica” così si è definita l’attrice e ripensando alla sua parte non possiamo darle torto.

Recentemente Elena è stata protagonista in Teatro accanto a Emanuele Salce, Laura Giavan e Andrea Standardi della commedia a tinte forti Il topo nel cortile scritto e diretto da Daniele Falleri che è andata in scena dal 2 al 14 ottobre al Teatro Cometa Off di Roma. Un’interpretazione intensa, vibrante di forza e passione, una Madre Courage che ha emozionato gli spettatori. Assistendo alla recitazione corpo e anima di Elena abbiamo ripensato ad Anna Magnani in Bellissima, a Sophia Loren ne La Ciociara e alla Filumena Marturano di Matrimonio all’italiana, quando alle grandi attrici bastava uno sguardo per catturare l’attenzione del pubblico. Sicuramente nel piccolo ed essenziale palcoscenico del teatro di Testaccio abbiamo avuto la conferma del talento di Elena Russo.

“Occorrono umiltà e applicazione come in tutti i lavori, perché non finiremo mai di migliorare, perciò ho imparato a studiare, a impegnarmi per affrontare un personaggio da interpretare, guardando film, tanti, ma osservando anche le persone comuni, semplici, così come sono io. Potrei vincere qualsiasi premio ma sarò sempre una persona che guarda dritto negli occhi, perché posso rinunciare a tutto ma non all’anima”.

Elena, quando si è accorta che il Suo destino era nel mondo dello spettacolo? Molto presto, avevo solo sette anni. Ho ereditato la passione per questa professione da mio padre che faceva l’attore. Per me il mio lavoro rappresenta una vocazione. Dopo piccole esperienze teatrali nella mia città a Napoli, la radio a Roma è stata una grande palestra. Recitavo in radio alla Rai che allora produceva un interessante programma di rappresentazioni teatrali. Ho lavorato con Andrea Giordana, Maria Pia Fusco, Dario Salvatori, Gianluca Guidi.

Che ricordi conserva del set del film Baciami piccina? Bellissimi ricordi. Amo moltissimo il cinema, soprattutto quelle piccole sale cinematografiche che purtroppo ora stanno piano piano scomparendo. Infatti, il mio film preferito insieme a C’era una volta in America di Sergio Leone è Nuovo Cinema Paradiso di Giuseppe Tornatore. I film sono una testimonianza vera, autentica. Baciami piccina possiede una storia di largo respiro: è il racconto della II Guerra Mondiale e contemporaneamente è un viaggio nell’Italia degli anni Quaranta.

È stato difficile interpretare una cattiva del calibro di Clara Dani? È stata una scommessa, perché sono completamente l’opposto di questo personaggio! Mi piace molto interpretare parti in film e fiction d’epoca. Qui ci troviamo nei primi anni del Novecento e i costumi dell’intero cast erano tutti bellissimi. Clara Dani è una donna moderna, anticonformista, ribelle, completamente diversa dalle figure femminili di quel periodo. In ogni personaggio io metto tutta me stessa quindi Clara ha rappresentato una sfida vinta.

Per il ruolo della madre ne Il topo nel cortile si è ispirata a qualche attrice del passato? No, sicuramente mi sono ispirata a qualche donna della mia famiglia che è una famiglia matriarcale. Le donne del Sud possiedono una forza e un’energia dirompente, unica. Sono capaci di accollarsi tutti i problemi. La commedia, un atto unico di Daniele Falleri, non era mai stata rappresentata prima ma ha già ottenuto vari riconoscimenti.

Qual è il fascino del palcoscenico? Ho iniziato muovendo i primi passi sul palcoscenico. Il teatro mi ha sempre emozionata. Ricordo le mie prime esperienze teatrali a Napoli con testi dialettali. Nel teatro vi è quell’immediatezza che il cinema o la televisione non possiedono. Senti il calore del pubblico che hai di fronte mentre reciti. Considero un debutto il mio lavoro ne Il topo nel cortile, storia di una famiglia in cui sono annodati indissolubilmente i destini di tutti i suoi componenti. Ringrazio Daniele Falleri che mi ha dato la possibilità di esprimermi al meglio nel mio ruolo della madre.

Da addetta ai lavori ci descrive l’attuale situazione del teatro nel nostro Paese? Non è certamente rosea… servirebbero più investimenti, più organizzazione e più fiducia in noi operatori dello spettacolo. Del resto la situazione del teatro in Italia è lo specchio del nostro Paese. Però non voglio essere pessimista, provengo da una dura gavetta, la volontà è tutto. È fondamentale non arrendersi mai, possedere un carattere tosto, tenace, determinato e caparbio proprio come il mio.

Corrisponde a verità che gli attori provenienti da Napoli possiedono una marcia in più? Questo non sta a me dirlo, so solo che Napoli è un teatro vivente, una città piena di colori e sensazioni di espressioni particolari nel linguaggio e nel modo di esprimersi. Torno spesso a Napoli per ritrovare le mie radici.

Come vive una napoletana a Roma? C’è nella capitale un Suo luogo del cuore? Benissimo! In questa città si vive e si respira cinema. Roma mi ha adottata. Amo il centro dell’Urbe, passeggiare in via della Scrofa, in via del Governo Vecchio, perché questi scorci romani mi ricordano la mia vita appena arrivata in questa splendida città.

Progetti futuri? Ci sono in ballo parecchie cose, sto leggendo alcune sceneggiature ma non ho ancora firmato niente. Speriamo!

di Alessandra Stoppini
17 Dicembre 2012  •   Davide   •   0
 
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