04 • dicembre • 2020

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Le perfezioni provvisorie di Gianrico Carofiglio

Dopo un fine settimana trascorso da alcuni amici vicino ad Ostuni, riaccompagnata alla stazione per tornare a Roma, dove studia alla LUISS, la giovane è svanita nel nulla, senza lasciare alcuna traccia.

Sei mesi dopo, proprio mentre il sostituto procuratore al quale è affidato il caso sta per chiedere l’archiviazione dell’enigma, il legale della famiglia Sabino Fornelli, ex compagno d’università di Guerrieri chiede aiuto all’avvocato. Cosa si nasconde dietro la vita apparentemente senza ombre della ragazza? A Guido il compito di indagare e svelare il mistero dietro a quella vita troppo perfetta di Manuela. È sempre Bari il luogo di ambientazione dei romanzi di Carofiglio, ex magistrato antimafia, Senatore del Partito Democratico e scrittore di notevole talento; pochi come lui nel nostro Paese sanno raccontare in chiave narrativa la procedura penale.

Una Bari assurta negli ultimi tempi agli onori delle cronache giudiziarie e scandalistiche, una Babilonia anni 2000, deserta, vista spesso di notte in bianco e nero, che a Guerrieri, alter ego dell’autore, piace percorrere a piedi o in bicicletta, perso in pensieri che riguardano la sua vita privata, fatta di ore solitarie in cerca del senso della vita e di riflessioni psicologiche intorno al caso sul quale sta lavorando. L’autore ha scritto Testimone inconsapevole (Sellerio) nel 2002.

Fu il primo libro incentrato sulla figura dell’avvocato penalista il quale voleva intraprendere la carriera di magistrato ma ha fallito il concorso. È un momento di crisi per Guerrieri, la moglie lo ha appena lasciato ed egli sta faticosamente cercando di riprendere in mano le redini della propria esistenza; attraverso il caso di un venditore ambulante senegalese accusato di aver sequestrato ed ucciso un bambino di nove anni egli cerca di salvare non solo la vita in gioco a lui affidata ma soprattutto se stesso. N
on è un uomo facile e lui lo sa benissimo, introverso, sensibile, chiuso, sottilmente ironico ma assolutamente credibile, umano, fallibile, una persona vera che non sfigura paragonata ai grandi investigatori della letteratura poliziesca di elite quali il parigino Jules Maigret, l’americano Philip Marlowe, il britannico Sherlock Holmes dove l’ambientazione si accompagna perfettamente al carattere di chi indaga.
Da allora il personaggio è cresciuto e i lettori attraverso il passaparola hanno decretato il successo per l’eroe di carta di Carofiglio, i cui romanzi hanno venduto un milione e mezzo di copie in Italia con traduzioni in tutto il mondo.

Ne Le perfezioni provvisorie scritto in prima persona (sembra di leggere il diario di Guido) Guerrieri oltre a coltivare le sue vecchie passioni, musica e lettura (…«chi legge troppi libri spesso fa cose di cui non c’è nessun bisogno»), ha un nuovo elegante studio con nuovi collaboratori.
Egli ritrova una sua vecchia conoscenza, Nadia, ex cliente dal passato burrascoso, proprietaria del locale gay Chelsea Hotel N.2. Nadia ha come compagno Pino, detto Baskerville, un cane molosso da combattimento ora diventato mite come un agnellino, la cui parabola sicuramente nasconde una morale. In ciascun caso qualche donna viene affiancata a Guido e anche questa volta oltre a Nadia appare Caterina, l’amica del cuore di Manuele sensibile al fascino dell’avvocato.
Mentre piano piano la matassa si va dipanando e gli appassionati lettori si lasciano trasportare dalla trama incalzante, come sempre Guido fidandosi del suo istinto, delle sue intuizioni attraverso l’indagine psicologica, che appare prevalere sull’indagine vera e propria, viene a capo del mistero. Forse è questo il segreto del successo di questi romanzi che non possono essere chiamati legal thriller anche se alcune volte l’ambientazione ci riporta ai film noir americani anni ’40/’50 con Humprey Bogart e Robert Mitchum ed alle atmosfere dello scrittore Raymond Chandler. «Il modo migliore di realizzare i propri sogni è svegliarsi» cita il poeta Paul Valéry, il tassista amante dei libri che Guido Guerrieri incontra a Roma all’inizio della storia.
Il nostro eroe si rende conto che questa frase racchiude in sé i suoi pensieri e i suoi aneliti più profondi.

di Alessandra Stoppini

15 Aprile 2010  •   Ponte Milvio Magazine Magazine  •   0
 
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