03 • aprile • 2020

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Maria Romana De Gasperi Ricordando Mio Padre

l 26 Febbraio, nella ricorrenza del 60° Anniversario della Costituzione Italiana, presso il salone del Museo Crocetti in via Cassia 492, ha avuto luogo l’evento “Alcide De Gasperi nei ricordi di Maria Romana De Gasperi.
Alcide De Gasperi, dapprima esponente del Partito Popolare Italiano e poi fondatore della Democrazia Cristiana, è stato il primo Presidente del Consiglio dei Ministri della Repubblica Italiana nel 1945 e viene considerato oggi come uno dei padri fondatori dell’Unione Europea e uno dei più grandi statisti della storia della Repubblica Italiana. Erano presenti, oltre alla Signora De Gasperi, l’Onorevole Antonio Tancredi, Presidente dell’Associazione “Amici del Museo Crocetti”, il Senatore Giulio Andreotti, Presidente Onorario dell’Associazione, Gianni Giacomini, Presidente del XX Municipio e Il M° Sonia Costantini, Vice Presidente e Direttore Artistico dell’Associazione.
Dopo il saluto introduttivo del Presidente Giacomini e dell’Onorevole Tancredi è intervenuto il Senatore Andreotti: “Ho conosciuto De Gasperi a Pescara durante un comizio per le elezioni del 1948 – ha detto Andreottidesidero ricordare la figura etica, morale, di grande cristiano di De Gasperi, uomo legato all’Occidente che lavorò per restituire all’Italia un posto di rilievo nel contesto delle democrazie occidentali”. “De Gasperi aveva la capacità di saper guardare lontano – ha continuato Andreotti – coerenza e rigore furono il suo credo.

Ebbe nella sua vita politica intuizioni bellissime”. Una grande emozione è scesa in sala quando ha preso la parola la Signora Maria Romana De Gasperi, la quale ha tracciato un ritratto intimo del padre, il De Gasperi meno conosciuto, privato, marito e padre affettuosissimo. “La mamma aveva 12 anni meno di mio padre – ha raccontato con semplicità la signora De Gasperi – rimase colpita dal suo stile, dalla sua serietà, dalla sua capacità di ascolto. Cito a memoria una frase tratta da una delle lettere … «mai vorrò farti da maestro»; quasi come a voler dire… ti voglio libera compagna.
Un atteggiamento di ascolto e di rispetto per le idee della donna che fu sempre il cardine della loro vita. Mia madre non si è mai occupata di politica ma è sempre stata il suo appoggio. La nostra era una famiglia semplice – ha continuato la signora De Gasperi – dove si lavorava seriamente. Mio padre, oltre al lavoro presso la Biblioteca Vaticana, nel pomeriggio faceva delle traduzioni. Mia madre lo aiutava battendo a macchina. La domenica ci portava a comperare le paste a Piazza Mazzini.

Noi figlie litigavamo per stringere la mano più bella, che per me e mia sorella era quella dove c’era la fede nuziale. Diventata grande mi portava in giro per Roma a tradurre le lapidi latine. Ricordo il periodo della sua prigionia sotto il dominio fascista, i comizi elettorali in giro per l’Italia dopo la guerra, infinità di viaggi in treno ed in aereo ed in macchina senza preoccupazione assoluta per il proprio stato di salute”. Maria Romana De Gasperi ha ripercorso la vita dell’illustre genitore con un continuo alternarsi tra vicende pubbliche e private commuovendo l’uditorio. “Quello che posso raccontare diversamente dagli altri è come egli era veramente anche a casa, come la morale che lui predicava fosse la cosa più importante sia in politica sia in famiglia, come la sua onestà fosse rivolta verso i principi ai quali credeva.
Dopo la sua morte, mi resi conto che dovevo scrivere quello che mi ricordavo di lui, perché non doveva andare perso niente. Presi un notes e partendo dalle ultime cose che mi aveva detto arrivai quasi alla sua giovinezza. Proprio in quell’agosto del 1954 in montagna, per la prima volta aveva fatto aprire delle scatole dove c’erano delle vecchie fotografie, cartoline, lettere che i miei genitori avevano tenuto in soffitta. Attraverso questi documenti lentamente venni a scoprire chi era mio padre, cosa aveva fatto prima della mia nascita perché non si diventa improvvisamente un uomo di un certo tipo se non lo si è incominciato ad essere dalla giovinezza. Ho scoperto come si interessò alla politica da lui sempre intesa come giustizia, aiuto e amore per gli altri.
La chiamava la missione per migliorare la situazione degli altri”.

di Alessandra Stoppini

15 Aprile 2010  •   Ponte Milvio Magazine Magazine  •   0
 
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