22 • ottobre • 2020

Breaking News:

Morire per portare la pace

Come è stato rilevato nella seduta del Senato dello scorso 16.03.2010 è doveroso “verificare i possibili effetti di contaminazione derivanti dall’uranio impoverito, utilizzate nelle corazze dei carri armati, nelle munizioni anticarro ed in diversi tipi d proiettili”. Si chiama sindrome dei Balcani perché tali manifestazioni cancerogene (come il morbo di Hodgkin) hanno colpito i soldati italiani al ritorno dalle missioni di pace e sono state osservate dal 1996 proprio a seguito della guerra nella ex-Jugoslavia. Secondo alcuni dati della Commissione parlamentare d’inchiesta istituita su tale argomento, i militari che avevano operato nei Balcani, in Iraq, in Afghanistan ed in Libano, successivamente ammalatisi di tumore sono stati 312 nel periodo 1996-2006, dei quali 77 sarebbero deceduti, mentre secondo l’Osservatorio militare dagli anni Novanta ad oggi “i militari deceduti a seguito di patologie oncologiche sarebbero circa 170 ed i malati più di 2.500”. Oltre ai rischi derivanti dall’uranio impoverito, esistono anche le problematiche connesse all’esposizione all’amianto ancora presente su alcune navi della Marina italiana. Se è pur vero che non è stato ancora univocamente dimostrato un nesso di causalità diretto tra il fenomeno (l’esposizione all’uranio impoverito) e l’insorgenza delle patologie, tuttavia è fondamentale addivenire in tempi brevi a delle analisi approfondite per tutelare la salute dei soggetti impiegati nelle missioni, ed in generale dei cittadini, come prevede la Costituzione. Per questo motivo il Senato ha istituito una nuova Commissione parlamentare d’inchiesta (già approvata sotto diversa forma anche nelle due precedenti legislature ma che non ha dato i risultati sperati) per far luce una volta per tutte su queste problematiche allo scopo di raggiungere dei risultati che possano rappresentare un primo passo per eliminare il rischio di contaminazione dei soldati e di coloro che operano nelle zone di guerra. In realtà il problema non riguarda solo le missioni all’estero e le terre lontane, il problema dell’utilizzo dell’amianto e di materiali radioattivi nella Difesa ha talvolta occupato le cronache (anche giudiziarie) riversandosi nel quotidiano della vita civile. Qui a Roma, gran scalpore nello scorso 2009 vi è stato per il braccio di ferro che la scuola Villa Flaminia ha dovuto affrontare per costringere (per le vie giudiziali, s’intende) il Ministero della Difesa a bonificare dall’amianto la caserma di via Guido Reni adiacente alla stessa scuola. Così come esistono rischi per poligoni di tiro e per i siti di stoccaggio delle munizioni, e conseguentemente per le aree adiacenti a zone militari. Il tutto malgrado l’amianto sia stato bandito in Italia sin dal 1992 (almeno per usi civili ed in edilizia) ed a livello internazionale vari Paesi ed organizzazioni ritengano necessario addivenire ad accordi che vietino l’utilizzo di uranio impoverito nelle zone di guerra.

 

8 Aprile 2010  •   Ponte Milvio Magazine Magazine  •   0
 
Contattaci
Redazione:

Viale Carso 57, 00195 Roma
Mail: rivista-pontemilvio@tiscali.it

Ufficio commerciale:

Mail: immediately@immediately.it
Telefono 347 5856368

Newsletter

Periodico telematico. Autorizzazione tribunale di Roma n. 124/2008 del 02/03/2008
Società proprietaria ed editrice Immediately Srl, via C. Ferrero di Cambiano n. 82 Roma - P.IVA 06003611008
Provider Aruba SpA, via Garibaldi n. 8 Soci (Ar)

Web Agency Roma - Privacy Policy