04 • dicembre • 2020

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Oggi come allora di Diane Keaton

Attrice, produttrice cinematografica, regista e sceneggiatrice. Elegante, ironica e donna di classe. “È stata sempre bellissima” parola di Woody Allen. Tutto questo è Diane Keaton star di film memorabili quali la saga de Il padrino “non capivo perché avessero scelto me per il ruolo di una WASP elegante”, Io e Annie “mi ha cambiato la vita”, In cerca di Mister Goodbar, Manhattan, Reds “film epico arricchito di ideali”, solo per citarne alcuni. Musa ispiratrice di Woody Allen “Woody è un mio amico intimo”, spirito libero, divertente interprete di Baby Boom sulle tardive e inaspettate gioie della maternità e di Il club delle prime mogli che insegna a tutte le consorti come vendicarsi con garbo e sottile perfidia di un marito fedifrago. Diane Keaton da sempre anima controcorrente che ha avuto il coraggio di apparire senza veli non più giovane in Tutto può succedere.

Ora l’attrice il cui vero nome è Diane Hall (Keaton è il cognome da nubile della madre) si rivela in Oggi come allora Then Again uscito lo scorso novembre in Italia per i tipi della Mondadori che ha conquistato negli USA molti lettori che avevano già applaudito la diva in teatro e al cinema. Nel memoir la figura della madre Dorothy Keaton Hall assume un ruolo fondamentale. “La mamma continua a essere la persona più importante della mia vita, e quella che mi ha influenzato maggiormente”. Il volume è diviso in due parti, nella prima le voci di madre e figlia s’incontrano e si confrontano attraverso alcuni brani dei diari di Dorothy che la donna aveva imparato a redigere fin da giovanissima “mio padre Roy Keaton, mi aveva soprannominata Perkins quando era piccolissima... ”. Nella seconda parte Diane Keaton racconta la sua carriera e i suoi grandi e celebri amori: Woody Allen, Warren Beatty e Al Pacino.

Dorothy e Dianne, due donne intelligenti e pensanti, volitive e determinate, non a caso il capitolo introduttivo dell’autobiografia è intitolato Pensa. “Alla mamma piacevano le massime, le citazioni, gli slogan.” Diane confessa di aver voluto scrivere le sue memorie che si sviluppano parallele a quelle redatte dalla madre “perché la mamma è ancora qui, perché ha cercato di salvare con le sue parole la storia della nostra famiglia”. Una donna complessa Dorothy, dall’infanzia difficile, casalinga nella California degli anni Sessanta, madre felice di quattro figli, sposata con Jack Hall ingegnere civile, fotografa dilettante la quale nel 1980 nel suo diario scrive: “Ogni essere umano dovrebbe essere costretto a scrivere la propria autobiografia. Tutti dovrebbero essere obbligati a tornare indietro, tirare fuori e sbrogliare tutte le cose che hanno ammucchiato nelle loro vite”. È per questo motivo che la figlia Diane decide di scrivere non la propria autobiografia “ma la nostra” anche se “la storia di una ragazza che riesce a realizzare i suoi sogni grazie alla madre non è nuova, ma è la mia storia”.

Dorothy Hall nella sua vita conclusasi nel novembre del 2008 dopo aver combattuto contro una malattia crudele come il morbo di Alzheimer, aveva scritto ben 85 diari e compilato svariati album di ritagli. “Era difficile dire cosa piacesse di più alla mamma, se guardare o scrivere”. Quando Diane Keaton ha preso la decisione di narrare la sua storia “ho cominciato a leggere i diari della mamma senza seguire un ordine particolare”, quindi la star si è limitata a creare un libro “che unisca i miei ricordi e le mie storie con gli appunti e i diari della mamma”. Riandando con la memoria agli album di ritagli materni e al comune amore per i collage “ho messo le sue parole accanto alle mie, e ho unito anche lettere e altri materiali che documentano non soltanto le nostre esistenze, ma il nostro legame”. Ne è venuto fuori un libro intrecciato di ricordi e sensazioni che rispecchia il carattere e la personalità di un’attrice che a Hollywood chiamano The Glover One Quella con i guanti per definire il suo stile inimitabile. “Non mi sono mai sposata. E non ho mai neanche messo la testa a posto”. Dopo essere stata afflitta da singletudine per molto tempo Diane a cinquant’anni ha deciso di adottare prima una bambina nel 1995 “Dexter è entrata nella mia vita dentro un cestino con due manici” e successivamente nel 2001 un bambino Duke “eccoti qui, piccolo grande uomo”. In una recente intervista quando è stato chiesto all’attrice perché non si fosse mai sposata ha risposto “vedevo nella mia famiglia che il ruolo della donna era quello di dare, dare e ancora dare. Questo non avrebbe funzionato per me. Avevo progetti grandiosi. Sognavo di diventare una cantante, poi una star di Broadway, Dovevo scegliere una cosa o l’altra”. Del resto Diane Keaton ha apertamente confessato quello che molte donne hanno provato ma mai dichiarato, forse per pudore “tra le braccia di un uomo non mi sono mai sentita a casa”. Strano ma vero considerato i nomi dei fidanzati di Diane che lei ricorda nel volume. Woody che amava le ragazze nevrotiche e che era “l’uomo più disciplinato, instancabile, concentrato, organizzato e – ironia della sorte – determinato che io abbia mai conosciuto”. Warren “tanto bello da farti perdere la testa e toglierti il respiro” e Al da Diane considerato “uomo irraggiungibile” forse perché l’attore respinse la proposta di matrimonio della diva ”Oh sì, con Al volevo proprio sposarmi! Ma a volte le cose non vanno così… ”. La ragazzina californiana nata a Santa Ana il 5 gennaio 1946 da piccola aveva come modello di bellezza Audrey Hepburn e si era presa una cotta per Gregory Peck desiderando da grande di diventare una persona come Atticus Finch protagonista de Il buio oltre la siepe, sbarcò a New York “era il mio destino” alla fine degli anni Sessanta. Alla scuola di recitazione Neighborhood Playhouse insegnava Sandy Meisner che non elargiva elogi a nessun allievo. “Mi ha incoraggiato ad ascoltare gli impulsi e gli aspetti più oscuri della vita”. Dopo aver conseguito il diploma Meisner disse a Diane: “Un giorno diventerai una buona attrice”.

Il primo ruolo fu nel musical Hair ma in quel periodo l’attrice iniziò a soffrire di bulimia “mi ritrassi, mi rinchiusi in me stessa. E mangiavo. Più mi sentivo isolata e più mangiavo”. Il fatale incontro con Allen avvenne nell’autunno del 1968 al Broadhurst Theatre “quando feci il provino per Provaci ancora Sam”. L’interpretazione della Keaton le portò una nomination al Tony Award e la parte nell’omonimo film sempre di Allen. Iniziò così un sodalizio sentimentale e artistico che fruttò 8 film tra i quali Io e Annie, che molti ritengono un’interpretazione quasi autobiografica della storia d’amore tra i due, la star vinse sia il premio Oscar sia il Golden Globe come migliore attrice protagonista. Il titolo originale del film (Annie Hall) riprende sia il vero cognome dell’attrice, sia il nomignolo con cui Allen amava chiamarla. “Woody mi ha insegnato l’importanza della disciplina e del lavoro. Insieme all’importanza dell’analisi, anche quella una forma di disciplina”.

Un’autobiografia sincera e appassionata, arricchita da splendide foto, venata da nostalgia e ironia, nella quale una madre, che ha trasmesso alla sua primogenita l’amore per la vita e la cultura, e una figlia dialogano in un colloquio che supera qualsiasi barriera. In tal senso è esemplare la frase finale del volume “Dato che ho scritto la nostra autobiografia – le tue parole insieme alle mie parole – certe volte mi sembra che tutto sia oggi e non ci sia più allora. Capisci quello che intendo dire? Mi senti? Ti sto dicendo che sono di nuovo con te. ALLORA OGGI. Oggi come allora, mamma. Oggi come allora”.

 

a cura di Alessandra Stoppini

6 Febbraio 2012  •   Davide   •   0
 
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