04 • dicembre • 2020

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Pittrici di talento: Francesca e Domizia

Quante sono state nella storia dell’arte le donne pittrici? Poche purtroppo. Tanti pittori, scultori si affollano nella nostra memoria, ma se pensiamo a un’artista donna quanti nomi ci vengono in mente? Relegate dentro casa o dietro le spesse mura di un convento le donne medioevali erano costrette a reprimere la loro creatività attraverso arti minori come la miniatura, il ricamo o la tessitura. A partire dal Cinquecento però ecco che nomi come quello di Sofonisba Anguissola, la veneziana Marietta Robusti, figlia del Tintoretto, e Artemisia Gentileschi rompono il muro del silenzio e con i loro dipinti s’impongono all’attenzione del pubblico. Artemisia, massima artista del Seicento che con i suoi dipinti crudi e reali sembra gridare tutto il suo dolore. Angelica Kauffman, Elisabeth Vigée – Le Brun, Berthe Morisot, Frida Kalho, Tamara de Lempicka, tutte donne pittrici che hanno lasciato una significativa traccia del loro talento. Pensando a queste grandi artiste del passato ne incontriamo due giovani dei giorni nostri. Si chiamano Francesca Gioia e Domizia Colonnello. Le abbiamo viste al lavoro intente a dipingere, una passione innata che le accomuna. Sono due pittrici che cercano di farsi strada nel panorama artistico della capitale in un ambiente nel quale non è facile emergere. Francesca e Domizia in quest’articolo parlano di loro, delle loro tecniche figurative e delle loro aspirazioni. Francesca Gioia: “Credo di essere nata con la matita in mano perché fin da piccolissima ho sempre adorato disegnare. A cinque anni vinsi un concorso di pittura per bambini, quasi una bambina prodigio… ricordo ancora il disegno: un fiore in primo piano con un paesaggio sullo sfondo. Ho frequentato il Liceo Artistico e dopo mi sono iscritta all’Università, alla Facoltà di Scienze Umanistiche per studiare Storia dell’Arte ma ho capito che mi piaceva di più dipingerla piuttosto che studiarla. Ho seguito un corso di restauro del dipinto presso l’Istituto San Giacomo di Arti Ornamentali del Comune di Roma. Mi considero un’artista figurativa, mi piace lo stile astratto. Preferisco esprimere i miei pensieri attraverso quello che dipingo piuttosto che parlare, un tratto distintivo del mio carattere. Secondo il mio stato d’animo uso il bianco ed il nero solo con la china e disegnando a matita; spesso, invece, adopero molti colori forti e accesi, ma se mi soffermo a pensarci non ho un colore preferito. Il mio pittore di riferimento è Giorgio De Chirico, il principale esponente della corrente artistica della metafisica italiana. Il mio desiderio più grande è quello che la pittura possa diventare la mia professione principale; per adesso sono decoratrice d’interni, diciamo che rimango sempre nell’ambiente artistico. Mi piace frequentare le mostre, ora a Roma ce ne sono moltissime e insieme a Domizia abbiamo in programma di visitare la rassegna alle Scuderie del Quirinale dedicata a Caravaggio e l’esposizione sugli impressionisti francesi al Complesso del Vittoriano”. Domizia Colonnello: “Mio zio Carlo Colonnello, è un pittore astrattista che ha fatto parte dei cosiddetti pittori della Marsica, corrente pittorica del dopoguerra. La Marsica è quel territorio interno dell’Abruzzo che fa capo alla cittadina di Avezzano nella quale appunto mio zio è nato. Da lui ho tratto l’amore e l’ispirazione per dipingere; aveva anche insegnato arte nelle scuole. Alcune opere di mio zio si possono ammirare in alcune chiese della Marsica. Mi piaceva disegnare fin da piccola, anche i fumetti. Infatti, mi divertivo a inventare storie, ma senza frequentare nessuna scuola particolare, mi considero un’autodidatta. Sono restauratrice ISCR (Istituto Superiore per la Conservazione e il Restauro del Ministero Beni Culturali) e mi sto laureando a Viterbo in Conservazione dei Beni Culturali settore Archeologia Preistorica. Ho fatto insieme a Francesca due mostre, il nostro logo è FrapparT, che se ci fate caso, si può leggere anche al contrario. Letto da sinistra a destra è Frappa nell’arte e letto da destra a sinistra diventa Trappa nell’arte. Il mio soprannome è Trappa, quello di Francesca Frappa. Adoro i Futuristi, Amedeo Modigliani, Gustav Klimt, Toulose Lautrec, Telemaco Signorini. Dipingo molto astratto di un albero mi interessa per esempio ritrarre un particolare. L’ispirazione avviene all’improvviso, mentre cammino per strada o mi trovo nella mia stanza. Uso colori forti come il blu cobalto, il rosso e il verde. Sempre insieme a Francesca ho esposto in qualche pub, nel giugno del 2007 alla Mostra collettiva TECHNE’. 100 Artisti presso l’ex Lavanderia alla Santa Maria della Pietà a Monte Mario e nel 2008 nel locale Joia nel quartiere di Testaccio usando per la prima volta il nostro logo. Francesca ed io abbiamo formato il nostro piccolo gruppo artistico sotto un unico nome, anche se abbiamo due stili completamente opposti. Nel locale a Testaccio abbiamo fatto anche una Performance artistica dipingendo dal vivo con i nostri rispettivi cavalletti. Le persone rimanevano colpite e affascinate da queste tele bianche che si riempivano di colori sotto i loro occhi. Entrambe inoltre abbiamo partecipato nel 2007 all’esposizione Tablinum Artis tenutasi presso la libreria Liber.mente in collaborazione con l’associazione Tablinum. Se ripenso agli artisti del passato, mi vengono in mente i mecenati che li hanno sostenuti e incoraggiati. Invece oggi la figura del mecenate non esiste quasi più”.

8 Aprile 2010  •   Ponte Milvio Magazine Magazine  •   0
 
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