30 • ottobre • 2020

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Raffaello Leonardo

Una medaglia alle Olimpiadi, 2 titoli di campione del Mondo, 5 partecipazioni olimpiche consecutive, quasi vent’anni passati in barca. Sono numeri incredibili quelli che descrivono la vita ed i successi di Raffaello Leonardo, ragazzone napoletano che ormai da diversi anni vive a Roma, in via della Farnesina.
“sono arrivato a Roma nel 2001, grazie ad un progetto ambizioso e stimolante del Presidente Giovanni Malagò: l’obiettivo era, infatti quello di centrare una medaglia olimpica nel canottaggio. Nel 2004, ad Atene, ci siamo riusciti, vincendo il bronzo in “quattro senza”. Insieme a me c’era anche Lorenzo Porzio, altro atleta del circolo”.

Dopo il bronzo di Atene, in molti si aspettavano un altro risultato super ad Atene, non solo da te ma anche dagli altri equipaggi qualificati. Cosa non ha funzionato secondo te?
“C’è poco da girarci intorno, Pechino per il canottaggio italiano è stata una debacle. Io e il mio amico e collega Peppe De Vita sul “due senza” abbiamo fatto una discreta Olimpiade se consideriamo le difficoltà avute nell’avvicinamento olimpico, ma il risultato ottenuto non ci lascia certo soddisfatti. E credo che lo stesso valga anche per gli altri equipaggi. Quest’anno tutti noi atleti abbiamo pagato alcune scelte non troppo felici della Federazione; soprattutto, credo sia stata sbagliata la preparazione. Siamo arrivati tutti piuttosto “cotti”. Probabilmente siamo anche scesi troppo tardi dalla montangna, dove siamo andati a fare  allenamenti in quota: non eravamo preparati nemmeno al grande caldo – umido che abbiamo trovato a Pechino …. e che per altro sapevamo che avremmo trovato”.

Tu hai disputato a Pechino la tua quinta Olimpiade. puoi fare un confronto tra le varie sedi Olimpiche da te viste? qual è quella che più ti ha impressionato?
Pechino è stata senz’altro un’Olimpiade incredibile dal punto di vista organizzativo: impianti nuovissimi e ben fatti; una marea di volontari a disposizione; grandi spazi a disposizione; insomma una macchina organizzativa efficientissima. Però se devo scegliere una sede che mi è restata nel cuore, Sidney è sicuramente la Sede che mi ha lasciato più emozioni.
L’Australia è un Paese con un fortissimo senso dello sport; tutti prima di andare al lavoro fanno attività fisica. E soprattutto la fanno con piacere, divertendosi. questo grande entusiasmo si respirava anche alle Olimpiadi: eco perché se devo scegliere dico Sidney”.

Sei a Roma da quasi nove anni. Cosa vuol dire per chi fa canottaggio per professione allenarsi a Roma?
Ci sono pro e contro, come sempre. Roma è una città bellissima, ha un clima strepitoso: le giornate in cui non riesci ad allenarti all’aperto sono davvero poche nell’arco dell’anno. Io poi sono un fortunato tra fortunati, visto che sono tesserato ( ed oggi anche socio per meriti sportivi) per il circolo più prestigioso della capitale e posso allenarmi in una delle più belle strutture d’Italia. L’unico elemento non proprio favorevole è … il fiume. Fare canottaggio sul fiume è piacevole, ma per allenarsi non è il massimo. Tecnicamente comporta qualche problema derivate dalla corrente, dalle curve. Per ovviare a questo genere di problemi andiamo ad allenarci spesso nel tratto di fiume dopo Settebagni. C’è una zona più tranquilla, più ampia, meno ventosa.

Qual è la tua giornata tipo in un periodo di allenamento?
Credo sia la classica giornata di chi fa sport per professione: mi alzo presto; cambio i pannolini a mio figlio Matteo e, dopo averci giocato un po’, verso le 9 vado a fare il primo allenamento. intorno alle 12 scendo dalla barca. Mangio piuttosto presto, in modo tale da avere tempo per recuperare e riposare un po’. Verso le 17 torno ad allenarmi, in genere in palestra. Poi la sera torno a casa per stare con la mia famiglia.

Quando sei in barca durante gli allenamenti hai tempo di guardarti intorno? com’è Roma vista dal fiume?
Si, c’è modo di guardarsi intorno e devo dire che la prospettiva diversa rende Roma ancor più affascinante. Anche se in realtà, come dicevo prima, ci alleniamo spesso in zone che sono fuori dal centro della città. Raramente mi capita di passare vicino a Ponte Milvio o ad  altre zone bellissime come potrebbero essere, ad esempio, quelle limitrofe a Castel Sant’Angelo.

Conosci il progetto del nuovo bacino di canottaggio ipotizzato a Roma Nord? cosa te ne pare?
Magari si facesse! sarebbe un occasione eccezionale per il canottaggio , tutto sommato, anche per Roma. Il bacino renderebbe possibile portare eventi importanti come la Coppa del Mondo a Roma. In Europa già altre città hanno spazi simili: penso ad esempio ad Amburgo, una location fantastica per il canottaggio. Immagini cosa significherebbe in termini di promozione per questo sport poter organizzare un grande evento a Roma? Inoltre, anche per noi atleti sarebbe una svolta. Oggi il centro Federale è a Piediluco. Il lago si presta bene agli allenamenti, ma la zona non è certo delle più comode: è difficile da raggiungere, non ha servizi, non è certo il massimo per passarci diverse settimane all’anno.

Vivi alla Farnesina. Ti alleni al Canottieri Aniene. la tua vita romana sembra essere incentrata tutta su Roma nord…
In effetti è così. Mi trovo benissimo in questa parte della Città ed al Circolo Aniene. Roma nord è comoda, ha tutto. inoltre la città è talmente grande e per certi versi caotica che alla fine finisci per fare “vita di quartiere”.

Dove vai quando non sei preso dagli allenamenti?
Da quando è nato mio figlio Matteo (dieci mesi, ndr) conosco benissimo tutte le ville e i parchi della zona. Lo porto spesso a giocare, mi piace farlo crescere all’aria aperta. Non faccio una gran vita mondana, non mi piaceva prima, figuriamoci ora che … “tengo famiglia”. Semmai preferisco l’orario dell’aperitivo per uscire. mi ritrovo con gli amici a Ponte Milvio oppure vado in centro a bere una cosa prima di cena. E’ il modo migliore per scambiare due chiacchiere.

Ti sei sposato poco più di un anno fa. Sei già padre di Matteo (10 mesi) e il secondo figlio è in arrivo. Quanto cambia la testa di uno sportivo agonista con l’arrivo della famiglia?
Cambia tutto! lo sportivo deve essere un po’ egocentrico per poter fare la vita del professionista. con l’arrivo di un figlio la prospettiva cambia. Tutto è in funzione delle sue esigenze, perfino le scelte professionali più importanti. Mia moglie, poi, ha avuto ed ha tutt’ora un ruolo importantissimo: soprattutto quest’anno, se non ci fosse stata lei, avrei vissuto molte esperienze in modo diverso, magari reagendo in maniera sbagliata. Sonia mi dà equilibrio, mi aiuta a vedere più lontano.

Londra 2012. Raffaello Leonardo ci sarà?
Dire di si oggi sarebbe presuntuoso. Per il momento penso al 2009; voglio fare un mondiale come si deve. L’idea di un’altra Olimpiade mi stuzzica, ma è troppo presto per parlarne.

8 Aprile 2010  •   Ponte Milvio Magazine Magazine  •   0
 
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