23 • settembre • 2020

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Shaken not stirred

Con il tempo sono stati inventati, sperimentati e diffusi tanti diversi tipi di cocktail, intendendosi con tale termine le bevande create miscelando diversi ingredienti scelti tra liquori, succhi di frutta o frutta fresca, da sorseggiare unitamente a deliziosi stuzzichini via via sempre più elaborati e ricchi, realizzando il connubio raffinato e perfetto tra aperitivo e finger food. Alcuni aperitivi che noi oggi beviamo con incurante nonchalance sono in realtà stati resi leggendari da altrettanto leggendari personaggi del nostro tempo ….
Forse non tutti sanno che mojito e daiquiri erano tra le bevande preferite di Ernest Hemingway, o che l’italianissimo “Punt e mès” Carpano non mancava mai alla corte dei Savoia e mandava in visibilio Vittorio Emanuele II e Camillo Benso Conte di Cavour, o ancora che Kennedy e Krusciov hanno sorseggiato insieme un Martini. Anche al cinema non poteva mancare la celebrazione dell’aperitivo: James Bond beve il Martini mescolato ma non agitato (per l’appunto shaken not stirred), anche se negli ultimi film Pierce Brosnan mostra di apprezzare un mojito e Daniel Craig ordina un americano, cocktail così ribattezzato in onore del pugile Primo Carnera e frutto di un felice “incontro” tra Vermouth rosso e Bitter Campari. Del resto per citare Allan Bay, giornalista ed autore di libri di successo a tema enogastronomico, “proporre un cocktail per iniziare un pasto è ormai politicamente scorretto. E questo è un peccato.

Posso capire se lo si rifiuta per un motivo dietetico (il fegato è uno solo). Non accetto che non si dica che non sono buoni. Sono meravigliosi” (tratto da Allan Bay “Cuochi si diventa” Feltrinelli Editore). In Italia, Milano ha rappresentato nei decenni scorsi la culla dell’aperitivo, da consumarsi rigorosamente tra le 18 e le 20, anche se la crescente ricchezza e varietà dei buffet offerti consentono di allungarne i tempi fino a far saltare il tradizionale pasto serale. Ma è a Roma dove, complice il bel tempo e le meravigliose viste romane, l’aperitivo è diventato un momento immancabile per godersi città ed amici. Nella città eterna vi sono infatti tantissimi locali che offrono l’happy hour, in piedi o seduti, al chiuso o all’aperto, in strada, in veranda o in terrazza. Ma com’è fatto il “giusto” abito da cocktail? Di lunghezza variabile da contenere tra il ginocchio e sopra la caviglia (ben diverso quindi dall’abito da sera …), l’abito da tardo pomeriggio è colorato e fresco per ricordare l’aria di primavera, ma può avere toni caldi in autunno.
Elegante è dunque tutto ciò che ruota intorno al mondo dell’aperitivo, così come anche il più classico tra i bicchieri da cocktail, la coppa “Martini”: di forma triangolare e dal gambo affusolato … quasi a voler creare un contrasto perfetto tra il minimalismo del calice e la ricercatezza della bevanda che esso è deputato a contenere.

 

di Patricia Ladder

15 Aprile 2010  •   Ponte Milvio Magazine Magazine  •   0
 
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