01 • novembre • 2020

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Wall Street – il denaro non dorme mai

 “Sesso e denaro sono i mali della società americana, ma sono le banche che ormai fanno affari come i privati, a generare un disequilibrio totale, acuito dalle crisi globali delle multinazionali ”, ha dichiarato Michael Douglas lo scorso maggio al Festival di Cannes presentando Wall Street – Il denaro non dorme mai, regia del Premio Oscar Oliver Stone.

Greed is good” “l’avidità fa bene” era il vangelo declamato ventitré anni fa da Michael Douglas, protagonista nei panni di Gordon Gekko, ex squalo della finanza statunitense del primo Wall Street uscito nel 1987. Il film fece vincere l’Oscar come migliore attore al carismatico Douglas e segnò un’epoca.

Quanti giovani broker si sono identificati con la figura dello spregiudicato finanziere d’assalto, il quale, con un’immacolata camicia a righe e colletto bianco a contrasto firmata Brooks Brothers, bretelle e abito Cerruti, controllava le sue fortune dietro la sua scrivania? Dalla tolda della sua nave Gekko, sigaro in bocca, scrutava con occhio clinico ed esperto il mondo finanziario che si stendeva dinanzi alla sua finestra, perché a Wall Street l’unica cosa che conta è il denaro… Nel sequel della pellicola del 2001, Gordon è uscito dal carcere dove ha scontato una pena detentiva di otto anni per frode finanziaria, riciclaggio e traffici illeciti. Gekko è un uomo completamente solo, senza affetti: la moglie è diventata quasi folle dal dolore dopo il suicidio del figlio Rudy e la figlia Winnie non vuole più saperne di lui. Nel 2008 Gekko presenta il suo best seller L’avidità è giusta presso la Fordham University. Gli studenti si sentono attratti da quest’uomo, dalla sua ambiguità: l’ex finanziere è veramente pentito di ciò che ha fatto oppure è ancora in grado di insegnare a questi futuri affaristi quei trucchi del mestiere indispensabili per chi desidera arricchirsi in fretta senza tanti scrupoli? “Ero considerato un uomo abbastanza furbo…”. Una cosa è certa il fiuto di Gordon Gekko non è morto, egli annusa nell’aria l’imminente crisi finanziaria ma nessuno gli crede. Infatti nel suo discorso Gekko spiega come l’avidità sia non solo giusta, ma sia anche legale, e come il cancro che si è insinuato nel sistema finanziario, fatto di speculazioni e operazioni prive di copertura, manderà in rovina l’economia statunitense.  “Qualcuno mi ha ricordato che una volta ho detto l’avidità è giusta. Ora è legge ed è il mondo a dettare le regole”. Alla fine della conferenza Gekko è avvicinato da Jake Moore (Shia LaBeouf), un giovane e abile intermediario finanziario il quale accumula milioni lavorando per la rispettabile Keller Zabel Investments, amministrata da Louis Zabel (Frank Langella), suo mentore e guida. La ragazza di Jake è Winnie (Carey Mulligan) idealista e sincera. La Keller Zabel si trova in difficoltà e Jake si allea con il futuro suocero all’insaputa di Winnie per cercare di capire perché Zabel sia stato tradito dai suoi amici banchieri. Serve l’aiuto di Gordon e in cambio Jake tenterà di farlo riavvicinare alla figlia. “Entrare nel gioco è facile, è difficile uscirne” confida Gekko al suo nuovo discepolo.

Oliver Stone in Platon (Premio Oscar alla regia 1986) e in Born on the Fourth of July (Premio Oscar alla regia 1989), aveva raccontato la sporca guerra in Vietnam vissuta sulla propria pelle. Il regista ferito due volte in combattimento si era guadagnato la Bronze Star Medal al valore. Una guerra lontana nel tempo ma ancora oggi terribilmente attuale. Non è forse una guerra anche quella che si combatte in Wall Street il cui generale è Gordon Gekko? Per raccontare lo spietato mondo finanziario USA Stone attinge alla propria memoria personale. Suo padre era un intermediatore finanziario newyorkese. “Realizzando Wall Street, volevo concretamente vedere la guerra in atto qui da noi, vale a dire la guerra nella giungla finanziaria di New York, che è la mia città”. Lo spettatore assistendo alla proiezione non può fare a meno di domandarsi se una nuova bolla speculativa si stia preparando da qualche parte.

Steroid banking” questa è la frase chiave per capire il film. Le banche si sono lasciate sedurre dalla logica del profitto, sembra che il sistema bancario abbia dimenticato la sua ragione d’essere, non abbia più un’etica. Nel primo Wall Street era ricostruito magnificamente il capitalismo senza scrupoli e d’assalto dei rampanti anni Ottanta nei quali le aziende erano smembrate e ristrutturate licenziando in massa ingrassando in tal modo i profitti degli ingordi banchieri.

In Wall Street: Money Never Sleeps la nuova canaglia assume le sembianze del banchiere Bretton James socio della potente banca d’investimenti Churchill Schwartz, il quale si prepara ad acquisire la Keller Zabel a una frazione del suo valore. Vince il più forte e abile, così Stone vuole comunicare allo spettatore che i colpevoli la faranno sempre franca e sono ancora più pericolosi di Gordon Gekko, il quale era andato in galera solo per un’accusa di insider trading. Un pivellino al confronto…

Una pellicola che pone serie riflessioni soprattutto sull’American way of life, su di una corruzione ormai diventata endemica, su di un mondo spietato. “Forse non abbiamo ancora toccato il fondo, anche se nel film offro uno spiraglio di ottimismo verso una nuova etica che riconosca le responsabilità di tutti a cominciare dalle banche”. Storia di avidi capitalisti e di una redenzione affidata alla magistrale interpretazione di Michael Douglas in un ruolo cucito apposta per lui. “Si tratta di fare la cosa giusta” dice Jake. “Si tratta di vincere” precisa Gordon Gekko.

 

A. S.

24 Novembre 2010  •   Davide   •   0
 
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